Serena Cappelli
Non aprite quelle porte
18 Ottobre Ott 2012 0900 18 ottobre 2012

“Mi vergogno del mio BlackBerry”: da cool a sfigato per colpa dell’iPhone

Il mio telefonino, dopo anni di onorato servizio, sta tirando le cuoia. Così in questi giorni sto vagando su internet alla ricerca del cellulare perfetto, che, ovviamente, non ho ancora trovato. In compenso mi sono imbattuta in qualcosa di più interessante, per la precisione in questo articolo del New York Times: The BlackBerry as Black Sheep. Quick, Hide the BlackBerry, It’s too uncool.
Insomma, a quanto pare il BlackBerry, un tempo simbolo della gente che conta, è diventato qualcosa di cui vergognarsi, un telefono da sfigati, un oggetto da nascondere, il parente povero – e terribilmente villano – di iPhone e Android.

Perché se non hai un’apposita app che ti permette di scattare una foto ad altissima risoluzione al tuo cane e di contare istantaneamente il numero di baffi presenti sul suo adorabile musetto, oggigiorno sei tagliato fuori. Sei uno zero. Uno s-f-i-g-a-t-o a cui non resta che raccattare le sue quattro cose e andare a vivere nei boschi con Neanderthal e il suo BlackBerry.
L’articolo riporta anche alcune toccanti e tristissime storie di vita vissuta e di umiliazioni subite a causa dell’innominabile oggetto.

Victoria Gossage, 28 anni, in un country club di livello ha osato chiedere al concierge un caricatore e quando questi ha saputo – orrore orrore – che il telefonino da caricare era un misero BlackBerry, ha esclamato schifato: «Oh no, no, non li abbiamo per quello!».
Rachel Crosby, commerciale a Los Angeles, ha confessato di non estrarre mail il terribile oggetto durante i cocktail party e le conferenze, per non essere giudicata male. Addirittura, durante le riunioni, lo nasconde sotto l’iPad, un po’ come una rivista porno infilata tra i quotidiani.
Marissa Meyer, subito dopo essere arrivata ai vertici di Yahoo!, ha fatto sostituire i BlackBerry dei dipendenti – fino ad oggi privilegiati dalle aziende perché più sicuri e meno adatti al sollazzo – con degli iPhone e dei telefonini Android; persino la Casa Bianca si è recentemente piegata ad Apple.

A quanto pare sembra impossibile vivere senza tutte quelle applicazioni che rendono più facile la vita di tutti i giorni, come la bolla, per noi piastrellisti dentro, o il trova-spezie, che ci permette di abbinare la spezia giusta ad ogni pietanza.
Ryan Hutto, di San Francisco, per esempio, è esasperato dal dover continuamente ricorrere all’iPhone della moglie Shannon per cercare e prenotare i ristoranti, maledetto il giorno in cui ha comprato un BlackBerry che – umiliazione delle umiliazioni – non ha nemmeno la forchetta estraibile e la app Imboccami.
E sempre a proposito di umiliazioni, Lance Fenton, 32 anni, con la sua bella mora no non mi lasciare non può nemmeno mappare le sue discese con gli sci. Ma stiamo scherzando? Che vergogna!

A questo punto mi ritengo quasi una miracolata: due giorni fa stavo per diventare una supersfigata anche io. Meno male che mi sono imbattuta in una commessa svogliata, che mi voleva rifilare il telefono in vetrina perché altrimenti “dovrei andare in magazzino a cercare l’altro”. Ma come, giovin ragazza, l’app che ti asciuga il sudore non l’hai ancora scaricata?

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