Marco Fattorini
Million Dollar Play
18 Ottobre Ott 2012 1432 18 ottobre 2012

Nadal riparte dall'Australia. Ma quanto è costata la sua assenza?

Un tormentone estivo, quantomeno per gli appassionati di tennis. L'eliminazione anzitempo a Wimbledon, il forfait a Olimpiadi e Us Open. Da quasi quattro mesi Rafael Nadal non gioca tornei a causa di un infortunio al ginocchio che lo ha costretto a Maiorca tra cure mediche, famiglia e un po' di golf.

Un periodo di astinenza malgestito dal clan del maiorchino, con lo zio-manager Toni Nadal e l'addetto stampa Benito Barbadillo ad alternarsi nel fornire informazioni vaghe e a mezzabocca. Alimentando il mistero intorno al giocatore. Quasi si vergognassero ad ammettere che anche un campione come Rafa potesse appendere la racchetta al chiodo per un po', bloccato da umanissimi guai fisici.

Il re della terra rossa e vincitore di 11 Slam spera di tornare in campo a partire dai prossimi Australian Open, gennaio 2013. Un ritorno delicato, forse foriero di un nuovo ciclo, tanto più se si pensa alla superficie (cemento) che potrebbe accoglierlo. "Non posso pensare di evitare il cemento, con due Slam e tanti tornei importanti là sopra, ma so che devo giocare di più sulla terra che aiuta il mio ginocchio", diceva qualche settimana fa alla Gazzetta.

Sono sempre di più quelli che vogliono rivederlo in campo. La lunga pausa non ha fatto felice Nike, main sponsor del maiorchino per il quale ogni anno stacca un assegno da 7 milioni di euro e sforna collezioni dedicate, seguendo i ritmi febbrili del calendario tennistico. In questi mesi la bacheca di Rafa è rimasta all'asciutto. Lo stop gli ha fatto perdere terreno nell'Olimpo del ranking mondiale dove ora occupa la quarta piazza, dietro ai vari Federer, Djokovic e Murray. Con un premio di fine stagione che non supererà i 500.000 dollari invece dei 2 milioni che spettano al capolista e al milione intascato dal numero due.

Eppure tra luglio 2011 e luglio 2012 Nadal ha raggranellato 32,4 milioni di dollari in premi e sponsor: oltre a Nike ci sono Babolat, Kia, Richard Mille e Bacardi. Cifre da record che testimoniano un'altra verità: il maiorchino è una straordinaria macchina da soldi e protagonista irrinunciabile per l'ATP. D'altronde il circuito si sostiene economicamente grazie alla passerella di pochi grandi campioni come Federer, Nadal e Djokovic che, quasi da soli, tengono alta l'attenzione (e il portafogli) di sponsor e tv sul tennis mondiale.

L'assenza di Nadal ha fatto male a tutti. A lui in primis, che vive con la racchetta da quando ha 8 anni, al suo entourage, attento alle questioni di cassa, e al circuito ATP. Ma in fondo l'assenza ha fatto male anche agli avversari sul campo che, tra rivalità e timori, lo rispettano da sempre. Davanti al sette volte vincitore del Roland Garros non potrebbe essere il contrario.

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