Dischaunt
20 Ottobre Ott 2012 1120 20 ottobre 2012

La chitarra d'alberi di Pedro per la moglie scomparsa trent'anni fa

É il legno - si dice - a rendere unico il suono di una chitarra. Senza dubbio, anche la chitarra che Pedro Martin Ureta ha "costruito" per la moglie Graciela Yraizoz, morta tragicamente nel 1977, ha il suo segreto nel legno. Nella quantità, almeno: ci sono voluti tre decenni e settemila alberi per rendere quella chitarra, lunga quasi un chilometro, visibile dal cielo. Lui, oggi coltivatore nelle pampas argentine, a quel tempo era un bohémien, uno tipo particolare, guardato con sospetto dai propri compaesani. Lei, una giovane donna di rara bellezza, di appena venticinque anni.

I due s'erano sposati otto anni prima, al ritorno di Pedro Martin da una serie di viaggi in Europa. Graciela era ancora nella pubertà. Il prete li sposò a fatica: confidando poco nella serietà del Señor Ureta. E invece. Invece il matrimonio si fece, i due si amarono, misero al mondo quattro figli. Fino al disgraziato '77, quando, improvvisamente, la bella Graciela si accasciò al suolo. Aneurisma celebrale. Pochi mesi prima, sorvolando la pampa in aereo, Graciela aveva visto una bellissima fattoria dalla forma di un secchio, simile a quello che la coppia usava tutti i giorni per mungere le mucche.

Scherzava, Graciela, quando disse: "Potremmo comprarcene unanostra, e farla diventare della forma del mio strumento musicale preferito: la chitarra". Qualche tempo dopo la sua morte, Pedro Martin decise di regalare alla moglie quello che aveva chiesto. Comprò una fattoria e cominciò a piantare, tutti attorno, filari di eucalipti e cipressi, disponendoli con la forma di una chitarra. Aveva studiato misure e proporzioni, tutto da solo. Dopo qualche mese, gli animali selvatici cominciarono a mangiare i semi e gli arbusti, rendendo il suo lavoro vano. Così, Ureta ricominciò daccapo. Costruendo una recinzione metallica attorno ai filari.

Ora tutti - Graciela compresa - possono ammirare i frutti di quel tributo romantico. Tutti, tranne uno: Pedro Martin Ureta. L'uomo, infatti, ha paura di volare. Ed ha potuto ammirare la sua opera soltanto attraverso alcune fotografie. Queste.

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