Luca Gatti
SkypeEuropa
21 Ottobre Ott 2012 1223 21 ottobre 2012

Ce lo dice Bauman, potere e politica non coincidono più

Incontrare Zygmund Bauman in un sabato mattina, dopo essersi svegliati alle 6 ed aver raggiunto Roma ripaga di ogni sacrificio.
Il sociologo polacco, ma inglese d'adozione, nella sua Lectio Magistralis all'Accademia Pontificia Lateranense, ha analizzato la nostra epoca andando oltre il concetto di liquidità, coniato più di 10 anni fa nel suo libro più celebre, “Modernità liquida”. E lo ha fatto dando pure i compiti alle generazioni più giovani.
Nella sua conclusione infatti, toccante e persuasiva, l'ottantasettenne Professore di Leeds ha tratteggiato un futuro di INTERREGNO nel quale siamo già entrati e dal quale dovremo uscire. Una fase della storia ( un richiamo all'interregno gramsciano!?) in cui ci ritroveremo a lavorare, forse per decenni, forse per tutto il secolo, volta al riavvicinamento del binomio potere-politica.
Ciò che oggi è in crisi, dice Bauman, è questo matrimonio, nato dalla la pace di Westfalia del 1648, dopo la guerra dei trent'anni.

Gli stati di oggi, al contrari di quelli nati da quella pace, non sono più sovrani. E questa perdita di sovranità si ripercuote sulla vita dei cittadini, motivo per cui la frustrazione verso la classe politica, oramai svuotata o allontanata dal potere, cresce quotidianamente. “Le persone non pensano più che un vero cambiamento possa avvenire dai governi locali”. Potremmo aggiungere che a volte né sono addirittura nauseati. A Madrid come a Roma. E non c'è dubbio che se Hollande fosse stato Presidente al posto di Sarkozy durante la crisi finanziaria, quest'ultimo avrebbe vinto le elezioni.

Agenzie di raiting, fondi di investimento, multinazionali e tanti altri soggetti economici e finanziari, di cui oramai perdiamo i nomi e il conto, sono i nuovi centri del potere, capaci di condizionare l'economia delle nazioni, non più sovrane. È il divorzio tra potere e politica, un divorzio impensabile un secolo fa. Una fase di interregno, intesa come periodo, più o meno lungo, questo si vedrà!, in cui far riavvicinare questa coppia di sposi.

Che non si confonda però questa con il ripristino del potere delle Nazioni, così come concepito a Westfalia, nell'età moderna, perché indietro non si torna, ricorda Bauman. “Potrebbe essere l'Europa il soggetto su cui puntare per ridisegnare un nuovo e stretto rapporto tra potere e politica? Questa è un'ottima domanda”.

Se per la sua generazione il compito principale è stato di superare la guerra ideologica e ricostruire l'Europa e il mondo dalle catastrofi dei totalitarismi e delle guerre mondiali, il nostro compito sarà lavorare affinché politica e potere si riavvicinino. I compiti sono dunque assegnati.

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