THE BLAIR MUM PROJECT: blog di una mamma (e figlia) a Londra
23 Ottobre Ott 2012 1030 23 ottobre 2012

Come sarebbe bello se

Come sarebbe bello se la mattina venissi svegliata alle 7.30 da Little Miss Sunshine che, saltando felice sul mio letto già vuoto, mi ricopre di baci in segno di amore profondo ed incondizionato. Come sarebbe bello se poi, con calma, lei ed io iniziassimo i nostri giochi, quelli di fantasia, mentre ci vestiamo, prepariamo breakfast, e poi corressimo ridendo facendo a chi arriva prima ad aprire tutte le tende della casa per vedere se le finestre sono appannate. E allora disegnarci sopra nella speranza che laggiù, proprio dietro tutta quella nebbia, esca il sole. Come sarebbe bello se poi, lei ed io, ci prendessimo per mano, e cantando, e sulla strada verso la scuola, vedessimo scoiattoli attraversarci la strada e dargli dei nomi ed immaginare la loro giornata da scoiattoli, e poi ancora mamme che passano davanti a casa nostra e ci salutano perché anche loro stanno accompagnando le loro figlie a scuola, la stessa di Little Miss Sunshine. E come sarebbe bello se poi, all’uscita di scuola io riuscissi a fare amicizia con questo popolo che sa sempre reinventarsi e sacrificarsi, e se nonostante la sua durezza, mi lasciasse un piccolo spazio per entrare dentro di loro e mostrare loro che anche io sono una mamma, sola, che come loro cerca di rendersi la vita facile. E magari allora, potrei invitare il loro bambino a casa a giocare con Little Miss Sunshine e tutto sarebbe più semplice e sembrerebbe più…bello. E ancora, mettersi le cuffie nelle orecchie per ascoltare musica che dimenticavi di avere, e partire, lontano, verso i propri sogni, camminando, senza nessuno che possa leggerli, il mio posto segreto, inaccessibile, la cosa che devo preservare con tutte le mie energie, la mia libertà, la mia scatola nera che anche quando crollerò nessuno potrà mai ascoltare. E come sarebbe bello poi se questi pensieri tutti miei, mi portassero in posti e luoghi sconosciuti, dove poter giocare con la sola immaginazione, e sperimentarne di nuovi, sentirli e farli miei. Allora come sarebbe bello ritrovarmi in un mondo nuovo, fatto di nuove cose che non conosco, ed è solo lì, nella mia testa, e posso divertirmi e continuare a giocare ma devo concentrarmi perché è tutto nuovo e devo rimanere lì con la testa se non voglio perdere quella sensazione così estraniante e nuova. E’ come quando vi svegliate e tentate di ricordarvi un sogno appena fatto e fate di tutto per restare lì, a cercare dettagli che non conoscete ma che piano piano fate vostri e riaffiorano. Ecco. E come sarebbe bello poi se improvvisamente ti scontri con qualcuno perché cammini nel vuoto e allora capisci che sì, per qualche minuto sei stata altrove. E allora passa l’autobus e la vita inizia e così le idee. Ma ancora ripensi alla tua mente e a quel che è riuscita a fare, ad esplorare. E vorresti poterlo fare sempre come se potesse esistere un mondo parallelo dove rifugiarsi per migliorarsi, per rendere quel muscolo così elastico da conquistarti un po’ di megabyte di memoria in più. E come sarebbe bello se potessi davvero aggiungere della memoria esterna a quella mia così affatica interna. E poi arrivare in ufficio ed entrare nel mondo reale attraverso quello virtuale e chiedersi quale sia effettivamente quello reale. E come sarebbe bello se fosse sempre e solo giorno, se l’eccessiva azione non si tramutasse in stanchezza e perdita di lucidità. E poter continuare ad immaginare seppur con fatica, qualcosa di non visibile alla vista, alla memoria, all’esperienza, al ricordo. Nessuna immagine. Niente di vecchio e vissuto.

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