Padano, ma non troppo
23 Ottobre Ott 2012 2009 23 ottobre 2012

Quando kkk non è più un simbolo del passato

Kkk, Ku Klux Klan, è una sigla che evoca immagini del passato. Purtoppo non è così. Il fatto è davvero recente e rischia di riaprire vecchie ferite.

Ci troviamo a Winnsboro, in Louisiana, Sharmeka Moffit sta passeggiando in un parco. Imrovvisamente viene raggiunta da tre giovani, ricoperta di liquido infaimmabile, a cui poi hanno dato fuoco. La ragazza si è salvata da sola, grazie a una fontanella pubblica. Le fiamme le hanno provocato ustioni su più del 50 per cento del corpo, è ricoverata al Lsu Medical Center di Shreveport.

La madre ha smentito notizie in cui si deiceva che la ragazza, al momento dell'aggressione, indossasse una maglietta con raffigurato Obama.

Gli uomini hanno firmato l'aggressione con dello spray, segnando l'auto della ragazza con la sigla "kkk".

Il Ku Klux Klan dalle caratteristiche moderne, fu creato durante la prima guerra mondiale, da William Joseph Simmons, nel 1915, quando molti bianchi poveri si convinsero che i loro problemi economici fossero causati da neri, banchieri ebrei e da altre minoranze, similmente a quanto accaduto successivamente per effetto della propaganda nazista nella Repubblica di Weimar e successivamente sotto la dittatura.

La condizione di crisi economica, sociale, politica (aggiungete pure voi altri aggettivi), ha sicuramente potuto creare le condizioni per la rinascita di un movimento come questo. Il fatto registrato negli USA fa rifelttere in due direzioni: o le condizioni sono così esasperate, oppure questa sigla è stata utilizzata da tre pazzi che volevano sfogarsi in qualche modo.

In qualsiasi caso il fatto va condannato a priori. Infatti, qualunque sia stata la sigla della rivendicazione, il fatto resta aberrante, soprattutto se ambientato negli Stati Uniti, patria per eccellenza della democrazia, democrazia che viene esportata in tutto il mondo con l'esercito.

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