Trenta denari
24 Ottobre Ott 2012 1814 24 ottobre 2012

«Vattene Giannini». Sullo scandalo FonSai i dipendenti dell’Isvap arrivano prima del governo

È passata un’intera giornata senza che il governo Monti e il ministro Passera abbiano trovato il tempo di dire una parola sullo scandalo che ha travolto il presidente dell’Isvap Giancarlo Giannini, indagato per falso in bilancio in concorso con gli amministratori di una società che avrebbe dovuto vigilare.

Silenzio tanto più grave perché quando a luglio, sull’onda dello scandalo FonSai ma con la scusa della spending review, venne decretato di portare la vigilanza assicurativa sotto la Banca d’Italia, Monti e Passera decisero di affidare la transizione a chi? A Giannini. In effetti, testimoniava per lui una gestione inappuntabile: stava solo per saltare per aria il secondo gruppo assicurativo italiano.

Allora queste cose le dicevano solo i giornali. Ora queste cose le ha messe per iscritto la Procura di Torino. Ma loro niente, zitti. Forse stanno lavorando nel silenzio per accelerare i tempi della transizione. Boh. Sono stati, comunque, più veloci i dipendenti dell’Istituto.

Le rappresentanze sindacali interne hanno appena chiesto che Giannini «renda atto della situazione e faccia un gesto di responsabilità per salvaguardare l’istituzione e le professionalità che vi lavorano, rassegnando le immediate dimissioni», e che «venga impressa un’accelerazione al nuovo assetto normativo».

Gli stessi sindacati parlano di «scollamento tra il vertice e la struttura» in atto da anni. E rinvendicano che i «lavoratori  hanno sempre operato con correttezza e professionalità e che non intendono essere trascinati in vicende che esulano dalla loro responsabilità». 

Ovviamente, non è il caso di cedere alle mitologie facili genere base buona vs. vertici cattivi né di mettere la mano sul fuoco per nessuno. Sappiamo, però, che da ultimo Giannini e la vicedirettrice generale Flavia Mazzarella ebbero non pochi problemi con qualche dirigente ben poco convinto della fusione (v. articolo Sull’ok a Unipol manca la firma della Vigilanza). Bisognerebbe sapere se da parte dei competenti uffici ci sia mai stata una richiesta di ispezione su FonSai e se questa sia stata bloccata dai gradi superiori; e se non è arrivata, perché i gradi superiori non si siano insospettiti. O anche loro, come la Consob di Cardia ai tempi di Parmalat, aspettavano la telefonata di Tremonti? Comunque, oggi sono stati sentiti sei dirigenti Isvap.

Twitter: @lorenzodilena

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