Gaetano Farina
Leggere il mondo
25 Ottobre Ott 2012 1051 25 ottobre 2012

Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011

E’ Marsilio (www.marsilioeditori.it) ha pubblicare il nuovo rapporto di Medici Senza Frontiere sulle crisi umanitarie, le guerre, i conflitti del cosiddetto terzo (se non quarto) mondo che solo raramente attirano i riflettori del mainstream informativo. Al pari di altre meritevoli organizzazioni come Caritas, Peacereporter, Amnesty o Gruppo Abele, Medici Senza Frontiere, infatti, è impegnata, da anni, a mettere qualche pezza a questa grave lacuna dell’informazione di massa: guerre come quella del Congo non “valgono” solitamente più di cinque notizie nei nostri telegiornali serali. L'unica area di crisi che trova ampio spazio nei telegiornali (1.632 notizie) rimane l'Afghanistan, ma la maggioranza delle notizie sono dedicate alla missione militare italiana e trascurano la situazione della popolazione civile. Solo in alcuni casi i maggior network seguono per alcuni giorni consecutivi i drammatici eventi delle guerre dei paesi “esotici”, ma appena svanisce l’interesse, per mesi, se non per anni, non viene più fornita alcuna informazione.

Per continuare a ricevere qualche notizia occorre rifarsi, quindi, oltre alle piccole testate (cartacee e web) specializzate – deficitarie di risorse e personale -, a questi rapporti stilati annualmente dalle organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere. In quest’ultimo pubblicato da Marsilio possiamo finalmente essere aggiornati, seppur sommariamente e sinteticamente, sulle crisi (di vario tipo) in Congo, Somalia, Costa d’Avorio, Sudan, Yemen, Pakistan, Afghanistan, Haiti o Sri Lanka.

Questo tipo di rapporto si differenzia da quelli passati perché va, contemporaneamente, a monitorare la copertura mediatica di queste crisi da parte delle agenzie italiane, anche per pungolare i nostri organi di informazione che continuano a dimostrarsi carenti riguardo a ciò che succede oltre i confini occidentali. La pubblicazione ospita, infatti, i risultati della ricerca condotta dall'Osservatorio di Pavia sui telegiornali del nostro paese, commissionata dalla stessa MSF. Per il 2011, MSF ha deciso di porre l’attenzione su come i telegiornali italiani hanno trattato il tema della migrazione a seguito delle rivolte esplose in Tunisia, Egitto e Libia e su due fronti di crisi: le “crisi sanitarie”, malnutrizione in Somalia, HIV/AIDS e le malattie tropicali dimenticate; e le “crisi umanitarie” in Costa d’Avorio, Sudan e Sud Sudan, Bahrein, Repubblica Democratica del Congo. L’Osservatorio di Pavia ha analizzato, quindi, lo spazio dedicato, in un anno, dalle edizioni serali dei TG Rai, Mediaset e La7 alle crisi individuate da MSF. Nel 2011, i telegiornali hanno dedicato circa il 10% del totale dei servizi a contesti di crisi, a conflitti e a emergenze umanitarie e sanitarie, e tra questi spiccano naturalmente le rivolte della Primavera araba (Libia in primis) e il terremoto in Giappone. È proprio tale attenzione a spiegare l’incremento rispetto al 6% del 2009. In particolare, si è analizzata la “rappresentazione mediatica” degli sbarchi a Lampedusa.

Per decifrare tutti questi dati, infine, Marsilio e MSF sono ricorse a firme prestigiose del giornalismo italiano, abituate a lavorare nelle zone più calde” del pianeta, come Giovanni Porzio, Pietro Veronese, Daniela Minerva e Domenico Quirico, il reporter de La Stampa salito alla ribalta delle cronache nazionali per il rapimento subito in Libia.

Su questo filone, Marsilio ha già pubblicato, qualche settimana fa, l' “Annuario italiano dei diritti umani”, curato dal Centro diritti umani dell'Università di Padova che fa il punto, di anno in anno, su come il sistema internazionale di monitoraggio dei diritti umani valuta l'azione dell'Italia, in modo da “favorire un dibattito informato e trasparente su questo fondamentale aspetto della vita pubblica”. Il primo numero dell'Annuario è uscito nel 2011, anno in cui si sono celebrati i 150 anni dell'Unità d'Italia.

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