Storie dell’altro mondo
26 Ottobre Ott 2012 1502 26 ottobre 2012

Il diritto al cibo passa per il clima

Dal 15 al 20 ottobre ministri, ambasciatori e delegati da tutto il mondo si sono riuniti a Roma per il vertice annuale del Comitato per la Sicurezza Alimentare dell’Onu (Csa). In pochi conoscono questo organismo, che discute questioni cruciali per realizzare un sistema alimentare mondiale davvero in grado di nutrire tutti gli abitanti del pianeta. Ne parliamo con Luca Chinotti, esperto di sicurezza alimentare di Oxfam International.

Che cos’è il Csa?
Il Csa è un organismo unico nel suo genere, perché riunisce attorno a unico tavolo governi, organizzazioni come la Banca Mondiale e l’Organizzazione Mondiale per il Commercio, istituti di ricerca, il settore privato e la società civile. Nel Csa hanno voce anche i piccoli contadini, le donne e i consumatori. A differenza di altri organismi internazionali, tutti possono dire la loro e contribuire alla lotta contro la fame. La sua missione è assicurare che le politiche contro la fame a livello globale siano coordinate e coerenti, evitando sprechi di risorse e ottimizzando i risultati. Il Csa elabora direttive e raccomandazioni che poi governi e organismi internazionali sono chiamati a far diventare realtà.

Di cosa si è discusso quest’anno?
Il devastante impatto degli eventi climatici estremi sulla produzione agricola è sempre più evidente. La priorità in agenda era assicurare che le azioni dei governi per contrastare i cambiamenti climatici fossero coerenti con gli sforzi per assicurare a tutti cibo e acqua. Non possiamo permetterci che un obiettivo vada a scapito dell’altro. Il prezzo sarebbe troppo alto.

Cosa si è ottenuto?
E’ stata riconosciuta la necessità che la lotta contro il clima impazzito debba essere coerente con l’obiettivo di garantire a tutti il diritto al cibo. Però il Csa non è stato in grado di trovare le risorse per sostenere l’agricoltura agroecologica, che renderebbe il sistema alimentare molto più sostenibile e resistente agli shock.

Altri risultati?
Il Csa ha adottato formalmente il cosiddetto “Global Strategic Framework”, una sorta di manuale di buone politiche e azioni per garantire la sicurezza alimentare. Al centro di questo strumento ci sono i diritti delle donne e il ruolo centrale dei piccoli produttori.

Cosa succede ora?
L’attenzione si sposta sui governi che devono applicare le raccomandazioni del Csa. Lavoriamo per questo tutto l’anno. Il vertice annuale è solo il momento clou.

Gabriele Carchella
Responsabile Ufficio Stampa
Oxfam Italia

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