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26 Ottobre Ott 2012 1635 26 ottobre 2012

Se l’autobus fosse gratuito la gente lo prenderebbe?

Se lo chiede il sempre interessante magazine The Atlantic, nella sezione Cities, citando tra gli altri l’esempio della cittadina francese Châteauroux, 49mila abitanti tra Parigi e Bordeaux, e Aubagne, 100mila abitanti vicino a Marsiglia, ma in Francia sono 12 le città dove bus e metro sono gratuiti. I risultati sono confortanti: a Châteauroux in dieci anni la percentuale di utilizzatori dei mezzi pubblici è cresciuta del 208%, mentre ad Aubagne, che ha deciso di sopprimere il biglietto dal 2009, l’aumento è del 170 per cento. La prima domanda che viene in mente è: non potendo sfruttare la leva dei biglietti, come si ripagano gli investimenti nell’infrastruttura e nel rinnovo della flotta? Nel caso di Aubagne, con l’aumento di una tassa sui trasporti da 0,6 all’1,8% applicata sul monte salari delle imprese con più di nove dipendenti nelle aree interessate all’applicazione della tassa. 

La seconda domanda è altrettanto ovvia: potrebbe funzionare in Italia, e in una grande città come Roma o Milano? Prendiamo quest’ultima. Dal consolidato 2011 di Atm, la società che gestisce il trasporto pubblico locale e che a fine settembre 2011 ha aumentato il costo del biglietto a 1,5 euro, emerge che dei 700 milioni di ricavi 8 milioni provengono dal bigliettaggio mentre il grosso arriva dal contratto di servizio sottoscritto con il comune di Milano, proprietario di Atm holding (622,5 milioni). Nel 2010 la ripartizione era 121 milioni da biglietti e 406 milioni dal contratto di servizio. Come mai si passa da 121 milioni a 8? La spiegazione è proprio nel rinnovo del contratto, tale per cui i ricavi dai biglietti sono conteggiati finiscono direttamente nelle casse comunali.

Dall’Area C, la zona centrale della città dove durante il giorno si entra a pagamento, che secondo i dati di Palazzo Marino ha ridotto gli accessi in auto del 34 per cento, si stima porterà a introiti di circa 23,5 milioni di euro per il 2012. Tutte le risorse derivanti da Area C, si legge nel sito della municipalità meneghina, «verranno reinvestite in progetti per la mobilità sostenibile». Rinunciare a 120 milioni di euro a fronte di 23,5 milioni di entrate è arduo. Come è arduo risolvere una volta per tutte il problema delle polveri sottili costantemente fuori norma a Milano. Fosse gratis, i milanesi prenderebbero la metro?

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