Vito Kappa
Kahlunnia
28 Ottobre Ott 2012 0920 28 ottobre 2012

#ancoratu ma non dovevamo vederci più...

Tira più un Berlusconi che un carro di buoi e la parola chiave (hashtag) #ancoratu lo dimostra. Ieri #ancoratu - l'hashtag usato per commentare il discorso del Berlusca - era secondo trend topic mondiale su Twitter. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che Twitter, a livello mondiale (ma soprattutto italiano), era monopolizzato dalle discussioni su Silvietto.

E' curioso. Al di là dei sondaggi si ha sempre l'impressione che con il Cavaliere sia tutto possibile. Che tutto, come d'improvviso, possa cambiare da un momento all'altro. Torna in campo o non torna in campo? Si ritira o non si ritira? Lascia o raddoppia?

A queste domande è difficile rispondere e, forse, non è nemmeno interessante farlo. Il punto è un altro: perché l'Italia è ossessionata da Berlusconi? O meglio: perché l'Italia non riesce ad andare oltre? Non lo so. Un'impressione, però, ce l'ho. Credo che Berlusconi sia per l'Italia, o quantomeno per una parte dell'Italia, come un fidanzato/a dannatamente affascinante con cui, questa volta, si è rotto in maniera definitiva. E' vero che la storia è finita e che non c'è più niente, ma il distacco è cosa complicata. Volenti o nolenti; nel bene e nel male; è innegabile che l'esperienza del politico Berlusconi - ma anche quella dell'imprenditore - è connotata da un forte aspetto emotivo. Amore e odio: questo è Berlusconi.

E allora quel 40% e passa di indecisi che non si fida di Grillo, ma neanche di Casini & Co, forse (e sottolineo forse) sta aspettando un nuovo amore. Sta aspettando un leader in cui riconoscersi incondizionatamente. Per la "moderatamente bersaniana" Alessandra Moretti questo leader potrebbe essere Pierluigi. Per un'altra parte della sinistra (ma anche del centrodestra) è Matteo. L'area centrista, liberale e immoderata (diversa dall'area centrista-cattolica-moderata di Casini) si sta vedendo con Oscar.
Mentre l'amore-e-odio con Silvio è alle battute finali, l'Italia si è presa una pausa di riflessione in compagnia dell'amico-perbene Mario Monti.

E, in fondo, questa è un po' la nostra storia. La storia di un Paese di grandi passioni e grandi pause. L'Italia di Mussolini, Craxi e Berlusconi. Ma anche dei De Gasperi, Spadolini e Amato.

Una storia fatta di devozione e rimozione; di intelletto e dignità. Una storia di passioni totalizzanti e di lunghe pause di riflessione. Una Storia. Tutto sommato una Storia.

Vito Kahlun

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