Massimiliano Gallo
Mi consento
28 Ottobre Ott 2012 1452 28 ottobre 2012

Davide Serra, Lucia Annunziata e le Cayman secondo mio padre e mia madre

Ho visto buona parte di In mezz’ora con Lucia Annunziata. Ospite questa settimana Davide Serra, il fondatore di Algebris al centro delle polemiche per la cena di fund raising organizzata a Milano per Matteo Renzi. Trenta minuti in cui il cosiddetto rottamatore della finanza ha risposto alle domanda di una Annunziata molto brava e pronta a ribattere. Grandi novità non sono emerse, e quindi faccio un paio di considerazioni.

A parte le orecchie rosse, figlie probabilmente di una desuetudine agli studi televisivi, Serra ha mostrato due ingenuità: la prima è la risposta sul perché la cena fosse a porte chiuse. «Non abbiamo invitato la stampa proprio per evitare fraintendimenti». Beh, diciamo che non ci vuole la zingara per sapere che non c’è nulla di più attrattivo di una porta chiusa. Lasciarla aperta avrebbe evitato buona parte del cancan mediatico che si è poi scatenato.

La seconda è il linguaggio: un linguaggio tipico di una certa Milano (Serra vive a Londra) infarcito di parole inglesi che vanne bene, appunto, alle cene di fund raising, meno quando si va in tv a spiegare la propria attività, il proprio appoggio a Renzi e il rapporto con le isole Cayman, sulla black list fiscale dell’Italia e dei paesi Ocse (vedi l’infografica su Linkiesta), come ha ricordato Lucia Annunziata.

In favore di Serra, invece, ci sono il coraggio di andare in tv senza domande scritte e la chiarezza nel sottolineare il proprio appoggio a Renzi spiegandone nitidamente i motivi. È stato elusivo invece sul passaggio politicamente chiave, e cioè la sensazione che, all’indomani della cena, Renzi e Gori avessero cercato di prendere le distanze dall’appuntamento invece di rispondere a petto in fuori alle accuse, vetero, di Bersani sull’avere rapporti con chi ha residenza nei paradisi fiscali. Ma non si può avere tutto. E del resto è un compito che non spetta a Serra.

Davide Serra, fondatore di Algebris

La novità è che il creatore di Algebris ha dichiarato che accetterebbe un invito a cena di Bersani ma non lo voterebbe mai perché lo considera inadeguato e inesperto a gestire situazioni complicate come quella che stiamo vivendo adesso.

In conclusione, mi è piaciuta Lucia Annunziata e ho apprezzato il coraggio di Serra che ha pagato una minore dimestichezza col mezzo televisivo. E ha involontariamente confermato il disastro comunicativo di quella sera: è sempre meglio mostrarsi che nascondersi, soprattutto in campagna elettorale.

Chiudo con una parentesi personal-familiare. Ho assistito al programma con mio padre, che è a sinistra da una vita. Gli ho chiesto: che ne pensi? «Niente, sono d’accordo con lui. Delle Cayman mi interessa relativamente, nessuno oggi può impartire lezione di integrità a nessuno. È legale? E allora va bene. Basta, voglio vedere facce nuove, voterò Renzi». Gli ha fatto eco mia madre, metalmeccanica e comunista doc: «Abbiamo avuto Berlusconi per vent’anni, figuriamoci se ora stiamo a sottilizzare sulle Cayman». E non parlano inglese.

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