Alfio Squillaci
La Frusta Letteraria
28 Ottobre Ott 2012 1115 28 ottobre 2012

I "Saggi" di Montaigne e la borghesia italiana

Esce per Bompiani una nuova edizione dei Saggi di Montaigne (nel ritratto) che non comprerò in primo luogo per far dispetto a Elisabetta Sgarbi, la direttora editoriale della casa editrice di Alberto Moravia e Vitaliano Brancati (ahimè!) e l'ispiratrice di quella dubbia operazione con Dell'Utri dei veri/falsi diari di Mussolini (senti l'audio dell'intervista alla Zanzara),

e poi perché possiedo già una copia dei Saggi di Montaigne (edizione Oscar Mondadori) con un saggio introduttivo bellissimo di Sergio Solmi intitolato La salute di Montaigne che basta e avanza al mio benessere spirituale.

Sergio Solmi, borghese, avvocato alla Banca Commerciale italiana, fu un bell'esempio di quella borghesia che, come scrive Musil, è "un misto di anima e di prezzo del carbone", nel caso di Solmi potremmo dire "un misto di anima e di interessi composti" visto che lavorava sì in Banca ma curava diversi interessi...

Un pezzo di borghesia che a Milano è esistita sul serio, non solo nei romanzi di Guido Morselli (Uomini e amori, Un dramma borghese), ma che sia a Milano come soprattutto in Italia è stata residuale e ininfluente. Il resto di tale classe s'è presa una scuffia, e chissà ce l'ha ancora, vedremo a breve, per quel bravuomo di Berlusconi, che ieri strologava in una villa della bella Brianza, il Gernetto ( frequentata da Stendhal, ma lo saprà Lui?!), una borghesia che in Germania chiamano Bildungsbürgertum , un ceto dirigente colto che è l'indice di benessere spirituale di un Paese tanto quanto il consumo di sapone lo è per tutti...

Una borghesia che se si fosse iniettata dosi massicce di Solmi/Montaigne sarebbe stata subito immune dai Berlusconi e dai BerlusCloni... Una borghesia in grado di distinguere e discernere, che per dirla ancora con il borghese colto Musil, poteva mettersi sull'avviso prima facie sugli uomini che si trovava davanti, solo avesse letto il suo romanzo L' uomo senza qualità dove è scritto chiaro chiaro: "A Vienna si scambia volentieri un genio per un babbeo, ma mai un babbeo per un genio!"...

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