Davide, Alessandro e Andrea
Failcaffè
30 Ottobre Ott 2012 1710 30 ottobre 2012

Populismo gratuito

Pochi giorni fa Andrea ha pubblicato un intervento su Renzi e sul futuro della sinistra dai toni piuttosto forti e provocatori. Essendo anch’io un polemico doc, proprio non posso chiudere qui la faccenda, soprattutto se qualcuno ha riscosso più apprezzamenti di me con un pezzo senza contenuti veri, seppure scritto molto bene (mi complimento per la vis polemica).

Il suo intervento è una ben scritta pars destruens, che da sola ha sempre prodotto ben pochi risultati, per di più costruita su fondamenta poco robuste: praticamente il nulla, un esercizio di stile.

L’uomo dalle ideologie forti, credetemi, lo conosco bene, si spaccia per radicale, ma in realtà è un conservatore, con impulsi reazionari, come ben testimoniato da “quando la politica era ancora la politica”, frase vaga e generica, visto che lui non l’ha mai vista, “la politica che era politica”.

Sarò schematico ed analitico, ed anche un po’ cattivo, ma ragionamenti del genere mi fanno davvero incazzare, perché pericolosi.

“Non voterò, perché se votassi, mi turerei il naso e scriverei Matteo Renzi, ma, quella puzza, non riuscirei a non sentirla”.

Politica è governare la società, quindi votare il meno peggio, “turandosi il naso” è un atto pragmatico, oso dire anche nobile, e per due motivi banalissimi:

  1. La semantica insegna che il “meno peggio” è meglio del “peggiore”.
  2. La logica suggerisce non possa esistere nessuna proposta politica che possa convincere più di una persona al 100%, a meno di non creare sessanta milioni di partiti monocellulari. In caso contrario, peraltro, perderebbero significato i termini sintesi e compromesso, pane quotidiano per il governo o l’amministrazione, siano di un paese o di un appartamento in affitto con altre persone.

“E poi l’avanzata della nuova generazione democratica, piccoli mostri ossessionati da D’Alema, ma forgiati sotto Veltroni prima, e Bersani poi, che da quando il PD esiste, sono sempre stati al posto loro, ad ingoiare tutte le porcate … senza muovere un dito contro la palese incapacità dei loro dirigenti senior, di parlare al paese e di arrestare il cammino di Berlusconi”.

Le persone sono figlie del proprio tempo, quindi è inevitabile che chi si sia interessato alla politica negli ultimi anni, soprattutto se giovane e non del tutto formato, sia stato in qualche modo influenzato dai vari leaders. Ciò non vuol dire che tutte queste persone, tra le quali mi annovero, non abbiano una propria testa e rimarranno per sempre le marionette di qualcun altro. Questa è un’argomentazione, oltre che indirettamente volta a perorare la causa di quegli stessi dirigenti incapaci, ingiusta, idiota, e gratuitamente offensiva.

“ in tutto il mondo popoli e nazioni si risvegliano da dittature ben peggiori della nostra, serve solo chiamare le cose con il loro nome. Altre scelte sono possibili”.

Apprendo solo ora di vivere sotto una dittatura, laddove, ontologicamente, le mie libertà di pensiero e parola sono limitate, eppure, sono qui a scrivere ciò che penso, la mia istruzione è rigidamente controllata, eppure, sto passando un periodo di studio all’estero, e nel corso del mio percorso scolastico mi sono sempre sentito abbastanza libero di leggere ed interessarmi a ciò che volevo. E quali sarebbero poi queste altre scelte possibili, che non ti degni di elencare? La verità è che queste sono solo frasi ad effetto, fuochi d’artificio retorici.

"Voglio un leader politico che dica che le persone devono lavorare meno”.

Io, invece, un leader così non lo vorrei, perché, due sono le possibilità: o mi sta prendendo in giro, o mi sta portando allo scatafascio. E sono entrambe ipotesi che vorrei evitare.

“Se vince le primarie, si spari in bocca…

Dopo aver sconfitto la vecchia classe politica, sconfigga anche la nuova, sconfigga anche se stesso.

Diventi il martire della rottamazione, diventi un ideologia, una di quelle che la sinistra di adesso tanto combatte, per questi motivi si che lo voterei”.

Il problema è che l’argomento è terribilmente serio, come la situazione politico-economica abbastanza disperata, e di questo populismo becero non abbiamo per niente bisogno. Toni e polemiche del genere, non supportati da neanche un minimo accenno ai contenuti concreti (quelli che poi sono gli effetti tangibili del governo): ecco cosa dobbiamo lasciarci alle spalle della “vecchia politica”; e tu, caro uomo dalle (presunte) ideologie forti, sei la vecchia politica.

p.s. “Questa non è un invettiva a Renzi, è un SOS concepito sui lidi della Spagna, guardando all’Italia come ad unmeraviglioso ricordo lontano”.

E tiratela di meno, che stai fuori solo da un mese!

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