Ginevra Visconti
Argentina agrodolce
1 Novembre Nov 2012 2048 01 novembre 2012

Il voto ai sedicenni in Argentina: un’altra manovra elettorale o un’apertura ai giovani?

In un clima politico già di per sé irritato a causa delle repentine proposte di revisione della Costituzione, tra le quali la controversa rielezione al terzo mandato della presidente Cristina Fernandez de Kirchner (la cosiddetta "re-reelección"), si è aggiunta oggi l’approvazione, da parte della Camera dei Deputati argentina, del progetto di legge che permette votare a partire dai sedici anni d’età.

L’iniziativa, spronata dalla presidente secondo una logica di apertura politica ai giovani, abilita così i giovani di 16 e 17 anni a votare, pur stabilendo la discrezionalità del voto, che quindi non sarà obbligatorio fino ai 18 anni, cioè la maggiore età.

Il progetto è stato dibattuto a lungo e si è risolto all’alba di questa mattina con un’ampia maggioranza a favore, ma non senza scandali. L'opposizione si è mostrata molto critica contro la nuova legge, sospettosa che il provvedimento costituisca una manovra per favorire la rielezione della Kirchner alle prossime elezioni, in quanto il bacino elettorale si arricchirebbe così con più di un milione di voti.

Il blocco kirchnerista, da parte sua, è invece convinto che la legge costituisca un ampliamento della democrazia e dei diritti politici e ha festeggiato l'approvazione del provvedimento davanti a un'enorme bandiera con l'immagine della presidente, che oggi, si sa, va perdendo consensi.

In realtà, saranno i giovani stessi a risolvere il dubbio. I giovani possono cambiare il mondo, e molti argentini si sentiranno orgogliosi di poter prendere parte alla vita politica del proprio paese, ancora prima di compiere la maggiore età. Oggi però, davanti ad un futuro incerto, alla difficile situazione politica ed economica, nazionale e internazionale, i risultati delle elezioni saranno probabilmente una sorpresa per tutti.

Foto: agenzia Telam

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