Fortezza Bastiani
7 Novembre Nov 2012 1624 07 novembre 2012

«Cari diportisti, attenti ai pirati». L'Oceano Indiano non è ancora sicuro

Gli amanti delle crociere e delle vacanze in yacht sono avvisati: scorrazzare in totale spensieratezza nelle acque del Golfo di Aden e dell'Oceano Indiano non è ancora un passatempo consigliabile. Si corre il serio rischio di cadere vittima dei pirati. Ma soprattutto si corre il rischio di non poter raccontare a nessuno della propria disavventura di viaggio.

A dirlo è il contrammiraglio britannico Duncan L. Potts, comandante di Eunavfor, la missione navale antipirateria dell'Unione Europea al largo delle coste della Somalia, alla quale partecipano anche uomini e unità della Marina Militare italiana. Oggi il comandante della missione ha ricordato ai proprietari di yacht e di imbarcazioni da diporto che nonostante nel corso dell'ultimo anno gli attacchi da parte dei pirati al largo del Corno d'Africa si siano sensibilmente ridotti, grazie a costante presidio delle navi da guerra inviate da Bruxelles, il pericolo è tutt'altro che cessato. Il tratto di mare comprendente il Mar Rosso meridionale, il Golfo di Aden e l'Oceano Indiano occidentale continua ad essere considerata infatti un'area ad alto rischio.

«Finora nella riduzione degli attacchi da parte dei pirati al largo del Corno d'Africa abbiamo conseguito un successo tattico, ma ancora del tutto reversibile. Pertanto accogliamo con piacere qualunque contromisura gli armatori mercantili vogliano adottare per tutelarsi, compreso l'incremento delle contromisure di difesa come deterrente ai possibili attacchi» dice il contrammiraglio Potts. Le forze antipirateria, prosegue, continueranno a tenere il fiato sul collo dei razziatori, ma è bene che le navi che transitano per quelle zone siano consapevoli dei rischi cui potrebbero andare incontro. Come sempre, prevenire è meglio che curare.

Negli ultimi anni sono stati una dozzina gli yacht attaccati dai pirati nel Golfo di Aden. I loro equipaggi sono stati sistematicamente rapiti o uccisi. Quasi tutti gli attacchi registrati si sono conclusi con la deportazione degli ostaggi in Somalia, con prigionie lunghe anche molti mesi ed esiti spesso nefasti, come esecuzioni sommarie estremamente violente. Per questo il messaggio di Eunavfor ai diportisti e agli operatori mercantili è chiaro: «Non transitate nell'area ad alto rischio».

L'Unione Europea continua ad essere fortemente preoccupata per il persistente impatto che la pirateria lungo le coste della Somalia sta avendo sulla sicurezza marittima internazionale e le attività economiche nell'area. Per questo l'Ue ha schierato la missione Eunavfor, che vedrà impegnate unità della marina da guerra di diversi paesi europei nell'operazione antipirateria denominata Atalanta almeno fino al dicembre del 2014, tramite mandato delle Nazioni Unite.

Tra i compiti delle navi impegnate nella missione, comprese quelle della nostra Marina Militare, la protezione delle imbarcazioni del World Food Programme e del naviglio dell'Unione Africana impegnato nella missione Amison (African Union Mission on Somalia); la deterrenza, la prevenzione e la repressione delle attività di pirateria lungo le coste somale; la protezione del naviglio in transito nei mari a rischio e anche il monitoraggio delle attività di pesca.

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