Raja Elfani
Gloβ
8 Novembre Nov 2012 1203 08 novembre 2012

Le elezioni si fanno al tribunale

Anche in Francia, il duello PM versus deputati sta andando a briglia sciolta. Martine Aubry, l’ex segretaria del Partito Socialista (quello di Hollande) è nel mirino del dossier amianto, dramma mondiale che ha visti lobbizzati scienziati e industriali fra gli anni ‘60 e ‘80. Tra smantellamenti infiniti e campagne preventive, le associazioni d’igiene pubblica premono per fissare i colpevoli. In sua difesa gli avvocati di Aubry hanno esposto ieri al Tribunal de Grande Instance di Parigi attenuanti imbarazzanti: invocano “le conoscenze scientifiche dell’epoca” indignando i cittadini traditi sulla effettiva responsabilità dei poteri pubblici - in questo caso, gli eletti e i funzionari incaricati di sorvegliare il business dei privati più spregiudicati.

Così la giustizia, per affari che affossano il sociale sia in Francia che in Italia, mette letteralmente sottosopra le amministrazioni, svelando complicità che godono oggi della prescrizione. Pazienza. Però, quando scatta la ricerca sistematica (e collettiva) di capri espiatori, le grandi manovre giudiziarie rientrano nell’arco dell’esecutivo, agendo come vere interferenze nella vita politica. Eppure gli onorevoli ancora non ci sono abituati. O forse non si rassegnano alla divisione del potere.

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