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9 Novembre Nov 2012 1655 09 novembre 2012

Ambrosoli è buon nome ma si candidi alle primarie

Non conosco personalmente Umberto Ambrosoli. Chi lo conosce mi dice che è una persona per bene e preparata e non ho ragione di dubitarne. Sono cresciuto come tanti nel mito di suo padre, ho letto come tanti il bel libro di Stajano. Non mi ha convinto, come a tanti, la spiegazione di Cuccia sul perché il banchiere non avvisò nessuno quando Sindona nell’aprile ’79 gli disse della sua intenzione di far fuori Giorgio Ambrosoli (una storia che fornisce una luce tetra al titolo di un altro bellissimo libro, «Un siciliano a Milano», la biografia di Cuccia di Fabio Tamburini). A proposito vale la pena ricordare le parole del pm Guido Viola durante il processo Ambrosoli: «Cuccia ha detto che temeva di esser denunciato per calunnia. Non commento: ma come si può temere una denuncia sapendo che anche altri sono minacciati?».

Insomma è il figlio di un grande uomo, ma questa, per fortuna, non è una notizia. Sono altri i punti che sollevano perplessità:

1) Prima Giuliano Pisapia e ora Umberto Ambrosoli, entrambe sono  persone per bene, e avvocati penalisti. Certo, non è una colpa. Ma è possibile che nella città di Tangentopoli a sinistra si vada a selezionare classe dirigente solo in questo ambito?

2) Mi rendo conto a qualcuno possa sembrare impertinente sollevare il punto, ma trovo che non ci sia niente di meno liberale di candidare qualcuno solo perché figlio di un grande uomo. Come dei padri non si  portano le colpe, non se ne portano manco i meriti. Ognuno deve fare vedere di che pasta è fatto, al di là degli indiscussi meriti paterni. Bush figlio è stato un disastro come presidente ma fu candidato in quanto buon governatore del Texas, e non solo perché figlio di un grande presidente. Ambrosoli non me ne voglia, ma mi fa paura l’appiattimento su un cognome più che su una storia personale. Per ora non mi sono chiari quali siano i suoi meriti professionali o lavorativi o politici. Sarà sicuramente ignoranza mia, ma se non è chiaro a me che leggo almeno cinque giornali al giorno non sono sicuro siano chiari agli elettori del centro sinistra.

3) Posto questo, Ambrosoli si candidi alle primarie. Così fan tutti, questo è il processo con cui a sinistra, e ora in parte anche a destra, si seleziona la classe dirigente. Ha funzionato bene per Pisapia, funzionerà anche per lui e, se non sarà così, vorrà dire che qualcun altro è stato più convincente. Proprio perché la memoria di Giorgio Ambrosoli è così alta, le aspettative nei suoi confronti sono altrettante alte. E partire cercando di farsi calare dall’alto sarebbe il modo migliore per contraddire quella memoria su cui molti di noi hanno costruito un pezzo del loro sentimento civile.

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