Padano, ma non troppo
11 Novembre Nov 2012 2058 11 novembre 2012

Evviva si candida Ambrosoli. E le primarie?

Evviva. Evviva davvero. Finalmente un candidato con gli attributi. Un candidato che riesce a coniugare la simbologia intrinseca nel suo cognome e la competenza di un'affermato avvocato penalista: Umberto Ambrosoli.

Era molto tempo che da molti ambiti si spingeva per la sua candidatura. Per primo il sindaco di Milano, convinto di poter portare l'ondata arancione in tutta la Lombardia. Alla fine a ceduto, si candiderà, finalmente un candidato giovane (41 anni), competente, che può attrarre un bacino di voti ampi, contro il centro-destra diviso tra Bobo (il secessionista) Maroni e Gabriele (resto spesso in mutande) Albertini.

Nel frattempo il tempo passava, la nuova giunta Formigoni approvava centinaia di delibere per volta, il consiglio regionale veniva sciolto, e il Pd ha avuto l'obbligo di continuare il suo percorso nonostante il primo no di Ambrosoli. I primi candidati sono iniziati a spuntare, le prima avvisaglie di coalizione, le prime firme, le prime carte d'intenti. All'improvviso, l'uoomo giusto cambia idea, e resta da capire se i sui colleghi aspiranti governatori delle Lombardia dovranno e vorranno fare un passo indietro. Bersani, in visita a Milano per le primarie nazionali, cerca di spegnere ogni polemica dal principio:

«La candidatura di Umberto Ambrosoli corrisponde già a quel certo allargamento che noi chiediamo con le primarie. È una candidatura in grado di suscitare adesione in un’area molto ampia di opinione pubblica e anche di forze politiche. Pare una buona notizia che cambia un po’ l’ottica con cui fino a qui si è ragionato».

Il problema per il segretario è quello di riucire a mediare dalle due anime della probabile coalizione: infatti l'Udc, che vede di buon occhio la candidatura dell'avvocato, non potrebbe però gradire delle primarie troppo sbilanciate a sinistra. D'altro canto, i compagni di Sel non riuscirebbero a passare sopra la cancellazione delle primarie per Ambrosoli.«Non farle sarebbe un errore politico clamoroso». Giulio Cavalli di Sel che voleva correre pure lui si mette in fila: «Aspettando di conoscere le sue idee lo appoggio per le primarie. Ma lo strumento della partecipazione deve essere preservato». Il nodo potrebbe essere sciolto lunedì in una direzione del Pd che si presume già agitata, ma i mal di pancia non sono mai stati così forti, ma soprattuto così interni.

Sono infatti i candidati alle primarie di casa al Partito Democratico a sembrare i più stizziti: Fabio Pizzul, non si tira indietro: «Continuo a raccogliere le firme per le primarie perchè nessuno ha ancora detto che non si faranno. Senza, la candidatura di Ambrosoli rischia di essere sminuita».Pippo Civati, il consigliere regionale del Pd che molti stanno tirando per la giacchetta perchè si candidi pure lui, storce il naso: «L’operazione Ambrosoli non può essere contraddittoria con le primarie».

Staremo a vedere, l'importanteè non perdere ancor prima che si vada a votare.

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