Una figlia come te
12 Novembre Nov 2012 0941 12 novembre 2012

Il travaglio comincia per fame. Lo diceva Ippocrate

Continua a non succedere niente. So che gli elefanti hanno una gestazione che può superare i 20 mesi e che i più lenti a nascere, in natura, sono i cuccioli di salamandra alpina (foto), che ci mettono fino a 3 anni. Ma è una vita che non vado al circo, l’ultima volta per di più era il Cirque du Soleil: dubito possa avere avuto una qualche influenza.

Nel tempo che passa ma resta fermo, leggo. Stanotte, visto che non riesco quasi più a dormire, ho finito Fiesta Mobile di Hemingway. Bel libro, bel viaggio nella Parigi anni Venti in stile Midnight in Paris di Woody Allen. Stamattina, mentre facevo colazione, leggevo Io e il mio bambino (l’importante, nella vita, è essere a 360 gradi). Casualmente un articolo su “Cosa scatena il travaglio”.

Ho capito che:

  1. Si riesce ad andare sulla Luna, ma non a capire cosa faccia partire il travaglio di parto. Una delle cose – peggiori – che ho imparato durante la gravidanza è che non esiste un segnale né un sintomo sicuro di quello che ti sta succedendo. Sembra che nessuno sappia mai niente, che sia impossibile distinguere l’aerofagia da una contrazione di Braxton Hicks (o Bretton Woods, come le chiamo io). Del resto non sorprende, visto che il padre della medicina, Ippocrate, sosteneva che il travaglio fosse scatenato dalla fame: il feto, sviluppato il senso dell’appetito, spingerebbe i piedi per uscire dalla pancia scatenando così le contrazioni uterine. Dopo aver sentito questa spiegazione “scientifica” ho deciso di sposare quella delle fasi lunari.
  2. L’influenza della Luna nella gestazione umana non è stata mai dimostrata. Tranne nei giorni di luna piena nei reparti maternità, quando le sale travaglio sono affollate e tutti i letti pieni (ci sono capitata due volte, è assurdo ma vero). Il mio problema è che, superata la luna piena di fine ottobre, la prossima sarà a fine novembre e potrebbe essere troppo tardi. Quindi devo fare senza luna.
  3. Ci sono pasticche per tutto, tranne che di ossitocina. Che pare sia l’unica cosa in grado di far partire il travaglio. Non si trova nei cibi come le vitamine, non si assume in forma di tavolette effervescenti come l’aspirina, è più preziosa del talento: non si impara, o ce l’hai o non ce l’hai. E se non ce l’hai, o finché non ce l’hai, ti senti una femmina un po’ difettosa.
  4. Per fortuna che siamo nel 2012. Tra l’iperemesi che ho avuto all’inizio e l’assenza di contrazioni che ho avuto alla fine, se fossi vissuta nell’Ottocento probabilmente sarei morta prima di stenti e poi di cesareo. Visto che non si può morire due volte, avrei sicuramente scelto la prima opzione.
  5. Aspettare 40 settimane o 41 può fare una grande differenza. Non per me, che ho scoperto di essere una persona “strana”. Ma per l’entourage di tutti quelli che principalmente fanno una cosa: SI PREOCCUPANO. Una delle ultime telefonate con Mr G. è stata quasi kafkiana.

“Capisco che è preoccupata signora, ma dopo le 40 settimane se ne aspetta almeno un’altra e poi, se non succede niente, si procede con l’induzione e…”

“No, ma io non sono preoccupata…”

“Ho capito, dica ai suoi parenti di stare tranquilli”.

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