Appunti e disappunti
15 Novembre Nov 2012 1914 15 novembre 2012

Le contraddizioni e le enormi potenzialità del M5S

Le polemiche delle ultime settimane attorno alla presenza televisiva di Federica Salsi mettono in luce alcuni punti deboli del MoVimento a Cinque Stelle, debolezze che potrebbero vanificare il lavoro fin qui fatto da Grillo e da tutti gli attivisti.


Che il MoVimento necessiti di un deus ex machina che controlli e governi l’intera struttura è senza dubbio legittimo, d’altronde le scelte dell’accoppiata Grillo-Casaleggio sono state finora assai azzeccate. I punti chiave: il doppio mandato (come massima presenza in politica), la riduzione degli stipendi degli eletti e la fedina penale pulita, sono una base di partenza importante per contenere le derive del movimento. I principi di trasparenza e uguaglianza (uno vale uno) frenano di molto le possibili velleità egocentriche dei singoli. Da questo punto di vista il MoVimento ha parecchie carte da giocare a suo favore. Ma è indubbio che manca qualcosa, un’evoluzione ulteriore che possa permettergli di sciogliere le contraddizioni che ne frenano la piena credibilità in una società troppo smaliziata.

Tra qualche anno, dopo la fine dei primi mandati regionali o comunali e con l’ingresso in Parlamento, emergeranno delle contraddizioni preoccupanti che vanno sin da subito considerate. Al termine dei mandati infatti i ragazzi potrebbero avere la tentazione di proseguire la carriera politica passando ad un altro partito (sarà certamente dura tornare ad un’esistenza precaria dopo un decennio di certezze economiche), creando uno strombazzare dei media a caccia di tali notizie.
Ma c'è anche il rischio di ulteriori casi Favia e Salsi dietro l'angolo, perché la tentazione del cosiddetto "punto G televisivo" (una battuta alquanto infelice!) o la legittima volontà di “parlare ai cittadini”, potrebbe produrre nuovi problemi. L'eccessiva visibilità di Grillo e di converso la scarsa visibilità degli attivisti produce uno sbilanciamento (anche se perfettamente comprensibile) tra chi conosce i media e chi ne è nuovo. L'indubbia capacità seduttiva di Grillo adombra l'imbarazzo dei ragazzi davanti al pubblico, creando un’eccessiva dipendenza nei confronti del leader. Ciò che manca ad oggi è la sensazione della pluralità di voci, perché è Grillo che stabilisce i criteri e le modalità per andare in parlamento, è lui a suggerire la mossa del black out televisivo, non gli attivisti.

L'assenza di congressi nazionali (negli ultimi tempi) atti a definire importanti decisioni che riguardano il MoVimento, come la modalità e la gestione delle candidature, le problematiche interne ecc. dimostra ancora una volta una direzione autonoma da deus ex machina unico. Così il solo potere decisionale che (apparentemente) resta in mano agli attivisti sono le scelte dei programmi regionali e comunali, i regolamenti dei singoli meetup e l’avanzamento delle candidature. Anche i due voti a sostegno di Favia e Salsi (lodevole lo strumento del voto di fiducia periodico!) e i malumori di Grillo su tale aspetto, rafforza i perplessi e fa riflettere chi proprio non li vota.

In un movimento nuovo come il M5S c'è in realtà un contrasto di filosofie che prova a superare l'attuale crisi dei partiti e della rappresentatività democratica, attraverso una visione nuova del rapporto tra cittadino e potere. Ma questa "visione nuova" è viziata proprio dal personalismo di Grillo in salsa populista. Le novità del MoVimento sono certamente un piacevole cambiamento nel panorama italiano ma un cambiamento stretto dai limiti di una società in decadenza; e forse è questa la ragione per cui gli attivisti accettano sottovoce queste contraddizioni e si entusiasmano giustamente per il cambiamento delle “regole del gioco della politica”.

Per sfruttare al massimo questa occasione di rinnovamento politico e sociale e guardare in maniera più analitica l’evoluzione in atto ci vorrebbe il supporto reale di intellettuali e artisti, i veri assenti in questa piccola rivoluzione dei nostri giorni. Ciò che la politica e i giornali non hanno compreso è che il “giocattolo” in mano a Grillo è molto potente, non solo perché è in grado di togliere loro la poltrona su cui sono seduti da troppi anni, ma soprattutto perché esso potrebbe modificare potenzialmente la società italiana in qualcosa di migliore. La vera preoccupazione in tutto ciò è che gli errori di Grillo e la sottovalutazione degli attivisti possano far sgonfiare il MoVimento e farlo esplodere, facendoci ricadere in un vuoto ancor più pericoloso di quello che attualmente vive la politica e la società italiana.

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