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15 Novembre Nov 2012 1934 15 novembre 2012

Telecom-Sawiris, dove c’è Mediobanca c’è casa

Dove c’è Mediobanca, c’è casa. Il possibile ingresso del magnate egiziano Naguib Sawiris, ex proprietario di Wind, nel capitale di Telecom Italia allo scopo di fornire risorse per l’acquisizione di Gvt, operatore di telefonia fissa e web di cui la francese Vivendi si vuole sbarazzare, è un affare tutto in famiglia. Il trait d’union è Vincent Bolloré, azionista al 5% tanto di Piazzetta Cuccia quanto della media company transalpina, esattamente dallo scorso 16 ottobre. Niente di nuovo sotto il sole del capitalismo italiano.

A margine di una conferenza di Morgan Stanley, oggi è arrivata anche l’apertura dell’amministratore delegato Marco Patuano, secondo cui si tratta di una «grossa opportunità» per fare un salto di qualità, ma per coglierla l’ex monopolista necessita di mezzi freschi, non avendo un euro per finanziarlo, il salto di qualità, considerando i 30 miliardi di debiti che gravano sul groppone della società. Chi ci farà l’affare, se davvero i soci sistemici di Telco – Telefonica, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali – troveranno una quadra, sarà sicuramente Vivendi, che nel 2009 ha acquistato una società che valeva 2,9 miliardi e ora la rivenderà almeno a 5.

Una società che, a giudicare dai conti relativi ai nove mesi dell’anno, va a gonfie vele, con ricavi a 1,1 miliardi reais, cioè 415 milioni di euro (+23% anno su anno), margini a 175 milioni di euro (463 milioni di reais), +42,3% rispetto al 30 settembre 2011, e un tasso di penetrazione della banda larga a 15 mega tra i suoi clienti che aumenta al 42% dal 31% di un anno precedente, e 17 città cablate da gennaio a settembre 2012. Un affare d’oro per Vivendi, e quindi per il socio forte Bolloré. Investirà la plusvalenza in Piazzetta Cuccia? 

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