Sicilianamente
17 Novembre Nov 2012 1756 17 novembre 2012

Crocetta è già messo in croce

E' il solito malvezzo tutto siciliano. Siamo di fronte a un "Lombardo bis", Crocetta ha fatto l'accordo sottobanco con Raffaele, il nuovo presidente della Regione ha commesso il "grave reato" di presentarsi davanti a Mario Ciancio per rendergli omaggio come se fosse un aristocratico di rango (come se non lo avessero fatto tutti i politici siciliani e catanesi, comunisti in primis, che da anni si aggirano in quelle zone di viale Odorico Da Pordenone pur di ritagliarsi un trafiletto).

Insomma, Rosario Crocetta, secondo molti media, è un fedelissimo di Lombardo, pronto a riprodurre l'opera incompiuta del baffuto Raffaele.

Alcuni personaggi dell'antimafia catanese, come Riccardo Orioles, che rispetto per il suo passato e presente da giornalista ma che non condivido in molti dei suoi passaggi, scrive sul suo blog: "Tecnicamente, adesso ci sarà un Lombardo-bis con altro nome, sostenuto dallo schieramento delle primarie palermitane (Lumia, Crocetta, Sonia Alfano) e perciò nominalmente antimafioso: viva Falcone, onore ai caduti, e accordi con l’Udc del post-Cuffaro. “Ma hanno giurato di non rubare più!” obiettano i “rinnovatori”, sorridendo. D’altronde, a tanti loro elettori, non è che gliene freghi poi tanto".

Crocetta, senza ergermi a suo difensore, credo stia dimostrando con i fatti che cambiare mentalità - prima che politica - in questa Sicilia sia possibile. La destituzione del commissario alla Provincia di Catania, Lo Monaco, ultima tra le tante nomine di Raffaele Lombardo, è il segno tangibile di una discontinuità, come il licenziamento di ventuno giornalisti - un numero più che esagerato - all'ufficio stampa della Regione che testimonia come sia davvero in atto un moto di cambiamento che registra una netta differenza con il passato.

E' ancora presto per giudicare la bontà dell'ex sindaco di Gela ovviamente, ma è altrettanto precoce attaccarlo inutilmente su un lavoro che, dalle prime luci, si prospetta di marca nuova rispetto al precedente.

Un'osservazione (ma solo una) all'attuale presidente della Regione: la questione del taglio delle indennità. I Grillini, seppur tutti parlano del solito populismo che li permea, hanno dato un segnale (aspettiamo il riscontro effettivo) che ridurre stipendi generosi sia possibile. Il presidente non ci è sembrato convinto di ciò e ha suffragato tesi a sostegno molto deboli. Lo invitiamo a rivedere il suo pensiero e anche su ciò dimostrare che razionalizzare le spese sia possibile.

Per il resto, non resta che augurargli buon lavoro, vigili del suo operato e pronti, dati e riscontri alla mano, a contestarlo qualora fosse davvero necessario.

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