A piedi nudi
19 Novembre Nov 2012 1427 19 novembre 2012

Non hai l'orto? Adottalo allora!

La sicurezza alimentare esiste quando tutte le persone, in ogni momento, hanno accesso a cibo sufficiente, sicuro e nutriente per soddisfare le loro esigenze dietetiche e le preferenze alimentari per una vita sana e attiva (FAO, 1996).

Per avere cibo ...sufficiente, sicuro e nutriente, occorre coltivarlo e saperlo coltivare. Meglio se nel proprio orto. Non tutti però hanno la disponibilità del pezzetto di terra in cui far nascere pomodori e insalate. Per cui ...se non ce l'hai l'orto, adottalo.

Eccola l'iniziativa lanciata nel 2010 da Terra Madre immediatamente raccolta dalle condotte Slow Food e dalle comunità di Terra Madre in Africa che subito coinvolgono nel progetto scuole, comunità e famiglie.

Il progetto si chiama "Mille orti in Africa". e l'idea è di favorire la conoscenza dei prodotti locali e della biodiversità, promuovere il rispetto dell'ambiente e l'uso sostenibile del suolo e dell'acqua e creare nuove opportunità di lavoro nell'agricoltura per le giovani generazioni.

Ma fare un orto è anche altro. Significa anche e soprattutto cibo sano e fresco, significa risparmiare avendo a disposizione prodotti a chilometro zero, significa riallacciare e scambiare i saperi tra giovani e anziani, significa collaborare, ma soprattutto significa ...migliorare la qualità della vita.

Mille orti quindi tra Africa e Italia, con tante scuole che partecipano all'inziativa. Certo si sa, i contesti sono diversi, ma gli orti Slow Food scolastici africani e italiani, anche se a distanza, condividono gli stessi obiettivi: insieme costituiscono una rete che lavora per riprendere contatto con la terra e la coltivano in modo responsabile traendone prodotti buoni e sani da mangiare.

Un punto chiave di questo progetto è l’integrazione tra l’esperienza agricola, la condivisione comunitaria e le attività educative.

Dicevamo quindi che un orto, se vuoi, lo puoi adottare. Che vuol dire questo? Vuol dire: garantire la formazione a giovani e a contadini per una sana agricoltura e senza l'uso di trattamenti chimici. Significa anche fornire le attrezzature necessarie e indispensabili per avviare un orto e consentire così gli scambi di conoscenze fra le comunità. E soprattutto significa garantire alle comunità locali la disponibilità quotidiana di cibo sano e fresco.

Per adottare un orto il contributo è di 900 euro. La cifra consente di coprire le spese per l'acquisto delle attrezzature, per la formazione del personale locale e per il coordinamento delle attività, per l'organizzazione di scambi di formazione, per la stampa e distribuzione di materiale didattico e per borse di studio necessarie alla formazione di giovani africani che studieranno presso l'Università di Scienze Gastronomiche (Bra, Italia).

foto del mio orto

“L’orto è come un viaggio, si imparano molte cose, anche dai compagni di viaggio:noi stiamo imparando moltissimo dai bambini.”
John Kyobe, insegnante presso la scuola superiore di Mukuno, Uganda

Per ulteriori informazioni
 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook