The Ghost Writer
20 Novembre Nov 2012 1243 20 novembre 2012

Renzi e Vendola decidano: le regole cambiate sono da cambiare?

«Un leader non commenta i sondaggi, ma li cambia». Questa è una delle molte frasi ad effetto che Renzi ha pronunciato alla Leopolda. Ed è tanto bella da aver diffuso il fondato sospetto che dietro il rottamatore fiorentino ci sia un bravissimo speechwriter, che al momento è però ancora anonimo. Altrettanto, in linea teorica, dovrebbe valere per i notisti politici cui dovrebbe esser richiesto di commentare i sondaggi e non di cambiarli. Ma qui si palesano i limiti dello slogan del giovane sindaco, perché non si cambiano sondaggi che non si commentano, così com’è impossibile non cambiare sondaggi nel momento in cui si commentano, almeno se avviene da una ribalta che rende particolare visibilità agli stessi commenti.

Uguale discorso potrebbe valere per le regole delle primarie, sulle quali Renzi fa autocritica perché «a furia di dire che erano una schifezza, abbiamo dato l’impressione che votare sia complicato, scoraggiando gli elettori». Di conseguenza la nuova linea è la seguente: “un leader non commenta le regole, ma le cambia”. Vendola intanto ha trovato il racconto della sintesi, perché dice che «se le regole sono farraginose, allora si devono cambiare».

Entrambi i candidati se ne sarebbero dovuti accorgere un attimo prima, cioè quando era possibile. Con una differenza: Vendola doveva accorgersene quando gli conveniva di meno, e Renzi dovrebbe chiarire la sua idea, spiegando se le regole sono farraginose in quanto tali, o perché lui ha dato l’impressione che lo fossero. Sarebbe carino lo facesse, anche perché Vendola deve prendere una decisione.

@coconardi

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