Padano, ma non troppo
22 Novembre Nov 2012 2110 22 novembre 2012

La regione del nord è già zoppa?

La grande macro regione del nord. Questa si va ipotizzando con la vittoria di Maroni in Lombardia. Deve ancora nascere, ma è già zoppa. Infatti la Regione Piemonte è con l'acqua alla gola. Mentre Bobo Maroni esce in libreria con "Il mio nord", l'altro Roberto, Cota in questo caso, rischia di dover uscire dal palazzo della Regione Piemonte.

Sembra che il debito piemontese sia paragonabile a quello siciliano. La sezione sabauda della Corte dei Conti «L’esercizio finanziario 2010 si era chiuso con un disavanzo (- 614.892.358,38) che non è stato assorbito nell’esercizio 2011. Quest’ultimo esercizio si è chiuso con un disavanzo (-484.615.722,77) che appare diminuito rispetto a quello dell’esercizio precedente. Dai dati che precedono il risultato negativo del 2011 sembra ascriversi alla sempre più ampia differenza fra residui passivi e residui attivi che indica la mancata corrispondenza fra la diminuzione delle risorse e quella delle spese, mantenute in misura maggiore rispetto ai finanziamenti disponibili».

«Negli ultimi anni si sta imponendo all’attenzione del dibattito istituzionale il tema del consolidamento dei conti pubblici, inteso sia come processo di consolidamento dei conti di un’intera area o settore pubblico che, da un punto di vista maggiormente tecnico, quale adozione di modelli di bilancio consolidato diretti a fornire una rappresentazione esaustiva completa della situazione finanziaria dell’ente pubblico e degli organismi a vario titolo partecipati. Ad oggi, deve essere messo in luce che la Regione Piemonte non ha avviato un autonomo percorso normativo che preveda forme di consolidamento anche parziale dei dati finanziari della Regione con quella dei principali organismi partecipati. In relazione ai documenti che compongono il ciclo del bilancio, la Sezione rileva che la mancata predisposizione di alcuni documenti contabili (d.p.f.e.r. nel 2010, 2011 e 2012, legge di assestamento nel 2011) o il ritardo nella loro approvazione (legge di assestamento nel 2009 e nel 2012; rendiconto dell’esercizio precedente nel 2009 e nel 2011; bilancio di previsione nel 2010 e nel 2012) costituisce non solo violazione formale delle previsioni contenute nella legge di contabilità ma è elemento idoneo ad incidere negativamente sulla complessiva gestione finanziaria regionale».

In soldoni: non si comprende quanto sia profondo questo buco. Per di più la giunta Cota è già andata sotto e salvata dal Pd. Infatti il governatore ha perso 5 consiglieri della lista Progett'azione.

«La Regione Piemonte non è fallita» ha dichiarato ieri. «Se andiamo avanti con il nostro programma la risaneremo: si deve dimezzare il suo indebitamento, passando da circa 10 miliardi a 5, entro il 2015. Se non proseguiamo con rigore nelle riforme sarà il baratro».. Le soluzioni sarebbero accettare i 400 milioni previsti dal Governo (ah, al Piemonte si e alla Sicilia no?), stringere la cinghia, cedere le partecipazioni, contenere il debito.

Staremo a vedere. Un'unica critica alla Lega: quando è scoppiato il bubbone Sicilia tutti erano pronti all'embargo e alle barricate a Reggio Calabria, quando succede al Piemonte si scopa la polvere sotto il tappeto.

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