Un altro Nordest
23 Novembre Nov 2012 1625 23 novembre 2012

AAA cercasi design per «emozionare»

Cos’è il design? Progettazione e disegno in vista di una futura produzione industriale.

Girare per le stanze di Open Design Italia ai Magazzini Ligabue è come assistere a uno spaccato d’Italia. Un’Italia del fare che, partendo da un’idea, la produce in piccola serie.
Quindi una buona Italia.
E un’Italia di lamentazioni perché poi, questa piccola serie non riesce ad arrivare all’industria.

C’è un sogno dietro l’orologio che utilizza le lattine di Coca Cola a mo’ di quadrante, le tovaglie cucite e disegnate a mano su vele di scarto presentate da Velezia, i tavolini di resina a tre piedi che ricordano un Ufo di 24Carati, le collane intrecciate di Greenwood materiale anche questo di riciclo e persino dietro un ex caffettiera usata come lampada a soffitto.

Il file rouge è il riciclo. Le collane di vetro con i colori che oggi si fatica a ri-pigmentare e che si presentano come 'vintage' di Perlamadredesign sono il simbolo di un’anima emozionale che si avverte nei racconti di questi giovani produttori di arte. Un’arte che vorrebbe tornare a Murano, ma come si fa? Si chiedono le designer alla vigilia dell’apertura del loro atelier: «A Venezia c’è molta più gente, speriamo sia più facile vendere lì».

Open design Italia sbarca per il primo anno a Venezia dopo due edizioni a Modena e a Bologna. La mostra nasce e si propone come partner privilegiato per promuovere la collaborazione tra designer-imrpese e artigiani. E a Venezia una sezione è interamente dedicata ai designer emiliani delle zone terremotate.


«Si tratta di nicchie particolari che solo il made in italy può colmare» ha detto oggi l’assessore regionale veneto Isi Coppola stringendo la mano a Massimo Mezzetti collega per la Cultura in Emilia Romagna. «Il design auto prodotto unisce il saper fare e l’arte, la cultura umanistica e l’artigianato – ha risposto Mezzetti -. L’obiettivo è fare cose che carpiscano la gente perché influiscono sulla componente emozionale del consumatore. Insomma: aggiungere qualcosa al made in Italy». E continua: «Il design ha un valore aggiunto pari al settore finanziario assicurativo e produce 30 volte di più di quanto lo stato investa sul comparto. Ma questa è una consapevolezza che lo Stato non ha».

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