Vittorino Ferla
La Luna storta
23 Novembre Nov 2012 1631 23 novembre 2012

Renzi vs Bersani: ma che programmi!

Ad un passo dal voto delle primarie, per chi ci va... Ma che dicono i programmi dei due concorrenti principali (Pierluigi Bersani e Matteo Renzi) per il successo finale? In questo post usiamo un taglio specifico, piaccia o no: quello della sussidiarietà e della cittadinanza attiva. Ecco che cosa abbiamo trovato.

Sussidiarietà

Nel programma di Bersani la sussidiarietà è presente in modo del tutto residuale: posta correttamente sotto la voce 'Beni comuni', ma non riveste alcun carattere strategico, manca di sviluppi concreti e coerenti, né tantomeno sembra ispirare trasversalmente la proposta politica del segretario. Il ruolo del terzo settore appare nel contesto sacrificato. Al contrario, il programma di Renzi, con qualche ambizione, dichiara che la sussidiarietà sarà il filo conduttore della proposta del sindaco di Firenze: "Il modo più semplice per far ripartire l'Italia è investire sugli italiani". Renzi promuove "le mille associazioni e realtà del terzo settore che tengono insieme le nostre comunità e fanno dell'Italia un Paese sul quale vale ancora la pena scommettere".

I beni comuni

Il tema dei beni comuni è un ancoraggio forte nella Carta d'Intenti, ma sa troppo d'antico. I beni comuni sono soprattutto intesi come il territorio protetto del pubblico 'statale': "beni indisponibili alla pura logica del mercato e dei profitti", che devono vivere in un "quadro di programmazione, regolazione e controllo sulla qualità delle prestazioni". Niente proposte concrete né impegni precisi.

La riforma delle PP.AA.

Ma chi parla di sussidiarietà oggi, non può evitare di affrontare l'arretratezza dell'amministrazione pubblica italiana. Su questo punto, la Carta d'Intenti è completamente evasiva. Viceversa, il programma di Renzi ci ritorna su più volte. Critica "il sistema pubblico con il maggior numero di leggi e il minor numero di risultati tra le grandi democrazie occidentali". Considera la riforma dello Stato una vera e propria emergenza (spesa pubblica, enti e strutture inutili e costosi, trasparenza e accountability, misure fiscali). Il programma del sindaco di Firenze è ricco di proposte: l'adozione del Freedom of Information Act per garantire la trasparenza totale, l'introduzione della valutazione e del merito nella PA, la semplificazione di leggi e procedure, misure per rendere più efficiente ed efficace la risposta del sistema giudiziario, ecc.

Capitale umano e sociale

La Carta d'Intenti di Bersani contiene riferimenti molto importanti ai temi del lavoro, della formazione e dell'uguaglianza. Tuttavia, al di là di richiami assai condivisibili, resta forte ancora una volta la sensazione di poca concretezza. Il programma renziano sembra andare dritto al punto. L'Italia non è la terra del declino, ma "un Paese stracolmo di capacità e di energie". L'obiettivo è "mettere in rete le migliaia di idee e di esperienze che fanno dell'Italia un Paese molto migliore di come ce lo raccontano i media e la politica". Molti suggerimenti per valorizzare il capitale umano e sociale, punto di partenza necessario e indispensabile per l'affermazione della sussidiarietà.

Il Welfare come investimento

Il capitolo di Renzi sul welfare è assai azzeccato. Il welfare non è più una mera "funzione del lavoro" come viene trattato, in modo un po' retrò, nel programma bersaniano; schiacciato nella vecchia logica dell'assistenza e dei sussidi collegati alla dimensione lavorativa. Il welfare, secondo Renzi, diventa il fondamento stesso dello sviluppo, mettendo al centro le persone. "Un welfare orientato all'obiettivo di consolidare la coesione sociale e contrastare ogni fattore di discriminazione non si limita a fornire ai cittadini in condizioni di rischio assistenza e sussidi economici secondo una logica risarcitoria, ma guarda in maniera dinamica e attiva alla valorizzazione di ogni persona come risorsa per sé e per la comunità, qualsiasi sia la sua condizione: anagrafica, economica, formativa, di salute". Un moderno welfare di comunità per offrire servizi alle persone, investire sulle capacità e garantire occasioni di libertà e di sviluppo umano.

Per finire...

La Carta d'Intenti, costruita come una piattaforma statica, rassicura il cerchio stretto degli elettori che hanno già deciso e definisce vagamente il perimetro dei valori comuni, piuttosto che di indicare le misure precise per realizzarli. In questa maniera rende impossibile ogni verifica di coerenza e di efficacia e delega ogni intervento concreto al confronto (e al conflitto) tra le forze della futura maggioranza.

Il programma di Renzi entra molto di più nel merito delle questioni e formula numerose proposte concrete: condivisibili o meno, ma verificabili. Troppo facile nella fase della propaganda? Può darsi...

Ma questi sono 'solo' i programmi. Bisognerà vedere chi, se e come riuscirà a realizzarli...

PS.

Un contributo più ampio sul tema è pubblicato sul mio blog personale oppure sul sito di Labsus.

@vittorioferla

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook