Sogni di merito
26 Novembre Nov 2012 0954 26 novembre 2012

Bersani il Killer pacato, Renzi l'innocuo agitato

Le primarie svoltesi ieri, al netto delle polemiche degli sbandierati 4 milioni di elettori poi diventati 3 milioni, sono state un esercizio di democrazia che ha ridotto il gigantesco gap tra politica e cittadini. Non è stata sconfitta l'antipolitica come celebrano certi giornali, infatti la strada per poter affermare che i cittadini sono tornati a credere nella politica tradizionale, nella tanto ricercata "buona politica", è ancora molto lunga ed angusta.

In ogni caso poter fare delle primarie vere, con vere sfide che non siano solo la certificazione formale del leader prescelto, porta molti vantaggi, tra cui:

1) viene inserita della sana concorrenza tra i giocatori: si alza il livello minimo delle proposte e si scremano i candidati o poco carismatici o con pochi contenuti (entrambe caratteristiche necessarie per chi si propone come futuro leader di un paese che, se anche in declino, rimane tra le prime potenze mondiali sia economiche sia culturali);

2) riaggiorna l'identità di un partito-coalizione a seconda dei mutamenti della società, svincolandolo dall'essere un "partito chiesa" che ha dei rigidi dogmi sempre uguali completamente distaccati dalla vita reale.

3) legittima in modo quasi assoluto il vincitore lasciandogli maggiore libertà su decisioni politiche e tattiche salvandolo in parte dall'insita peculiarità italiana del compromesso.

Per ottenere delle buone e riuscite primarie servono però dei parametri iniziali che permettano di essere credibili, partecipate ed influenzate solo dalle proposte dei candidati e dall'opinione degli elettori su di esse.

Serve quindi un modo di rendere il budget di tutti i candidati simile, con delle soglie minime finanziate dalla coalizione e delle soglie massime che un candidato, facilitato ad ottenere finanziamenti molto più cospicui degli altri, non possa superarle per rendere meno equa la sfida e quindi non veramente concorrenziale.

Necessario è anche l'aspetto dello spazio nei media: se i media lasciano più spazio a qualcuno e pochissimo (o prossimo allo zero come alla ininfluente Puppato) si crea uno squilibrio non da poco. Le giustificazioni che Bersani avesse molto più spazio nei tg rispetto agli altri perchè segretario di partito, sono la tipica arrampicatura sugli specchi burocratici all'italiana. Da segnalare positivamente in questo ambito la sorta di Xfactor del csx, dove tutti i candidati avevano uguali domande, uguale tempo per rispondere ed uguale pubblico.

Infine, il terzo aspetto che bisogna analizzare, per capire se le primarie sono vere primarie e non una procedura burocratica, è quello più importante: la maggior parte degli organizzatori ed attivisti delle primarie sono di parte? Incentivano a votare un candidato in particolare o a votare in generale ottimizzando al massimo la partecipazione? Le regole promulgate dal comitato volto a decidere sono fatte per evitare brogli ed aumentare la partecipazione o sono volte a limitare un candidato anzichè un altro? Il comitato che decide le regole è parte di una fazione o è super partes?

Analizzando questi tre aspetti, soprattutto l'ultimo siccome i primi due prendono in causa sia Renzi che PiGi Bersani, si può dire che il pacato segretario piacentino, il moderatore, la brava persona, è un killer.

Un killer probabilmente controvoglia, il cinismo dell'efficienza dellla macchina burocratica di Bersani non sta in lui, ma nel suo esercito: il partito, che mai e poi mai avrebbe voluto una sorpresa elettorale.

Renzi, seppure nella sua campagna elettorale fosse il ragazzo irriverente, il rottamatore, il nuovo che avanza, parlava alla società civile, ai delusi addirittura del cdx, ai giovani. Bersani aveva il partito, i militanti, e parlava con loro.

Si diceva che quando era in chiesa Andreotti parlasse con i preti, mentre De Gasperi con Dio. Andreotti rispondeva che i preti votavano, Dio no.

Ma i delusi, ed in generale i renziani (che sicuramente in tutta Italia sono molti di più di qualsiasi altri "sostenitori" di altri leader) votano poco, i bersaniani e il partito invece votano eccome.

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