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26 Novembre Nov 2012 1131 26 novembre 2012

“Sette kg di carte per ampliare un capannone, ecco perché andiamo in Carinzia“

Ieri ho ricevuto una mail da parte di Antonio Padoan, numero uno di Padoan Forme & Progetti, società che si occupa di arredamento per la casa. Mi racconta che sabato scorso, assieme a una cinquantina di piccoli imprenditori veneti – che rappresentano circa 100 milioni di euro di fatturato complessivo e danno lavoro a un migliaio di dipendenti (e dunque 2-3 milioni di euro di fatturato, 10 dipendenti di media) – ha noleggiato un bus per andare a farsi un giro a Klagenfurt, in Carinzia. Non era una gita di piacere, ma un incontro al Parco tecnologico della cittadina austriaca, allo scopo di sondare le condizioni per trasferirsi armi e bagagli in Austria. Constatando che «l’erba del vicino è sempre la più verde» e che «per mantenere verde il manto erboso ci vuole il giusto fertilizzante». 

Perché in Carinzia? «Imposta sulla società del 25% (nessuna Irap), sistema fiscale stabile e orientato all'imprenditore, contributi per gli investimenti fino al 35% e per la ricerca e sviluppo fino al 60%, e infine la deduzione di tutte le spese necessarie per la produzione del reddito, quindi tutti gli oneri e le spese attinenti all'esercizio dell'impresa», dicono. In Carinzia ti chiedono 7mila euro per aprire un’azienda, ma per poter andare da loro a produrre o a fare ricerca e sviluppo non solo devi avere dei clienti già acquisiti – il loro mercato interno è piccolo – ma anche produrre un piano industriale a cinque anni. 

Perché in Carinzia e non in Slovenia, dove le tasse sono ancora più basse? «Perché l’Austria è vicina alla Germania, nostro mercato di riferimento», spiega Sandro Venzo, titolare dell’omonima azienda, che si occupa di stampaggio di componenti per l’automotive, arredamento e scaffalature. Che osserva: «La nostra purtroppo è più di un’azione dimostrativa per attirare l’attenzione della politica e delle parti sociali: ormai chi fa impresa in Italia è stritolato dal fisco e soprattutto dalla burocrazia. Siamo un peso, per questo abbiamo deciso di andare dove siamo ben voluti».

Gli imprenditori che vogliono fuggire in Carinzia

«Abbiamo le aziende più competitive al mondo fino al cancello dello stabilimento, usciti dal cancello il Paese non ti consente di svilupparti oltre» è la sua amara conclusione. E racconta la storia di un suo amico che, per ampliare un capannone, ha deciso di pesare la quantità di carte che ha dovuto produrre alla bisogna: 7kg. Durata dell’iter? Tre anni. Per questo i piccoli ridono nervosamente quando sentono che oggi è possibile aprire una nuova impresa con un euro. 

Ecco l’elenco di alcune delle imprese che hanno aderito all’iniziativa: 

VenzoStampiSrl
G01.com srl
Fellett Massimo
Grafiche Nardin
Generalfilter italia spa
Feltri srl
Omnitech srl
Peruzzetto Pio
M.E.T.I.S. srl
Bisinella costruzioni edili
Orazio Renzo
Camec srl Gobbo Loris
Studio Zanella
Grafiche Carrier snc
Zoo garden
Edilreti recinzioni srl
Travaglia Stefano
Diemme srl
Furgotech snc
Soc.Agr .F.lli breitenbergher ss
Zanini Alcide snc
Padoan sistemi srl
Fuolega srl
Paccagnan Giovanni
Lacroix medica srl
Marco Casagrande
Elena Grillo
Morello service / Morello Antonio
Falegnameria Schievano sas
Rosa Nicola
4tech
Evomec di Busato L
Eugenio Bordin
Loro Sergio opere edili
Tommaso Alberto
Gorgi Gianni
Profumeria italiana srl
Gruppo santa fe
Vimauto snc
Giuliano fogliani
Expoclima srl

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