A mente fredda
26 Novembre Nov 2012 0822 26 novembre 2012

Un evento importante come le primarie avrebbe meritato una migliore gestione

Stamattina avrei voluto scrivere un commento ai risultati delle primarie, ma i risultati ancora non ci sono, a 13 ore dalla chiusura dei seggi.

Ad ora, meno di 4000 delle oltre 9000 sezioni elettorali sono state scrutinate. Se è vero, come è vero, che il grande vincitore delle primarie è il PD nell'alleanza di centro-sinistra, la grande sconfitta è la capillare e affidabile organizzazione di cui il partito menava vanto: ad essa era stato "appaltato" anche dagli altri soggetti il lato amministrativo e gestionale della consultazione, e quello che ne esce è che in quasi due terzi dei seggi si è preferito chiudere e andare a vedere la partita (scelta, per quanto mi riguarda, suicida, visto com'è finita...), piuttosto che chiudere in tempi adeguati all'importanza dell'evento un conteggio che, visti i numeri non certo paragonabili a quelli delle elezioni politiche e l'assoluta semplicità della scheda, avrebbe richiesto nei seggi più grandi un paio d'ore.

Il risultato è che, ancora stamattina, di questo evento giustamente riconosciuto come fondamentale per lo sviluppo politico italiano dei prossimi mesi e anni non si conosce nemmeno il reale impatto sociale. Una consultazione che coinvolge quasi quattro milioni di elettori (come la sede centrale dell'organizzazione, non solo qualche candidato come si vuol passare adesso, sosteneva in primissima battuta) sarebbe un evento enorme rispetto alla serie storica: si sarebbe infatti conseguita un'affluenza di poco inferiore a quella che incoronò Prodi nel 2005, ma allora si era in un periodo caratterizzato da un interesse assai maggiore per i soggetti politici "classici", e le forze dell'Unione ragionarono secondo la logica delle consultazioni sostanzialmente a candidato unico, in cui il coinvolgimento del maggior numero possibile di elettori, in qualunque modo, rappresentava l'unico risultato di rilievo, in vista di una solida legittimazione per il vincitore designato. In questo caso, quindi, ci troveremmo di fronte alla dimostrazione non solo della disperata voglia di partecipare alla selezione di dirigenti e politiche di un'ampia sezione dell'opinione pubblica, ma anche alla dimostrazione di forza di un pubblico di elettori capace di forzare paletti organizzativi che anche i collaboratori del candidato per favorire il quale erano stati elaborati riconoscevano essere troppo stretti.

Un'affluenza di tre milioni e spiccioli, per converso, porterebbe al giudizio opposto. Nella serie storica delle consultazioni primarie e assimilate (comprese quindi quelle per l'elezione del segretario del PD nel 2007 e nel 2009) si avrebbe la partecipazione più bassa. Il tentativo dei partiti di centro-sinistra di scegliere i propri elettori, quindi, avrebbe funzionato, al prezzo però di un sostanziale fallimento dell'istituto delle primarie e del suo potenziale di coinvolgimento popolare, alla faccia delle dichiarazioni "a caldo" che rivendicavano il grande risultato di coinvolgimento ai seggi come un successo comune a tutti i candidati.

Certo, è possibile, anche probabile, che la verità stia nel mezzo, e si fissi su una delle innumerevoli possibilità che si trovano tra i tre e i quattro milioni. Ma resta il fatto che il numero di partecipanti sezione per sezione era disponibile un minuto dopo la chiusura dei seggi, senza possibilità di smentita, e il fatto che ancora arrivino dichiarazioni "ufficiose" non può portarmi ad altro che a ribadire il mio giudizio.

Non sto nemmeno a parlare delle percentuali dei voti dei candidati: dovrebbero essere comunque simili a quelle conclusive, vista anche la loro aderenza con exit polls che si stanno mostrando affidabili nonostante tutta la delicatezza di una rilevazione sostanzialmente inedita, ma il giorno dopo una consultazione dovrebbe essere il caso di parlare con almeno i tre quarti dei seggi già sistemati, altrimenti il discorso non ha senso.

Sono pienamente consapevole che si tratta di un'organizzazione difficile da gestire soprattutto per la sua natura in gran parte inedita, ma il PD ha le risorse umane e materiali per finire deliberatamente sotto i riflettori (ché con le primarie si aveva anche l'obiettivo, legittimo e dichiarato, di consolidare la propria centralità nel dettare l'agenda politica) mostrando minore sciatteria

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