Una figlia come te
27 Novembre Nov 2012 0803 27 novembre 2012

Una settimana da mamma

Una giornata di travaglio – FATTO

Taglio cesareo – FATTO

Camminare come la cugina di Robocop per via dei punti e del mal di schiena - FATTO

Essere munta da un’ostetrica per “svuotare i seni” – FATTO

Provare col training autogeno e le tisane per aumentare la produzione di latte. Pensare di ricorrere anche a uno stregone – FATTO

Invasione dei nonni – FATTO

Allargare il buco dell’ozono per mantenere la casa a una temperatura di 23 gradi centigradi (altrimenti i nonni dicono che ha freddo) – FATTO

Preoccuparsi perché:

Dorme troppo – FATTO

Non dorme – FATTO

Mangia troppo – FATTO

Non mangia abbastanza – FATTO

Fa troppa cacca – FATTO

Non ha fatto cacca – FATTO

Panico per infilare la testa nel body – FATTO

Panico per medicare il cordone ombelicale – FATTO

Panico perché è caduto il cordone ombelicale. Sarà troppo presto? – FATTO

Misurare le giornate sulla base dell’intervallo tra una poppata e l’altra – FATTO

Rigurgitino sulla tutina appena cambiata, che devi dunque cambiare di nuovo – FATTO

Sporcare in un giorno mezza dozzina di quelle 18 bavette che, quando te le hanno regalate, ti sembravano troppe. Pensare di comprarne delle altre – FATTO

Riduzione drastica del numero di lavaggi dei capelli a settimana – FATTO

Prenderlo in braccio appena accenna a piangere, contravvenendo alle rigide regole educative che ti eri data – FATTO

Maglietta bagnata dalla sua pipì a sorpresa, mentre lo stavi cambiando – FATTO

Tanto poco importa, visto che sei in pigiama e sono le cinque di pomeriggio - FATTO

Scaricare dall’Apple Store mezza dozzina di app per registrare poppate, pannolini e pisolini. Fare un benchmarking per trovare la migliore - FATTO

Addormentarsi appena possibile, ovunque possibile – FATTO

Filippo è nato la sera del 14 novembre. È nato già bello e continua a migliorare. Ma soprattutto è nato pacioso, tranne per quella parentesi tra le 11 di sera e le 3 del mattino quando è sveglio, tendenzialmente nervoso, molto affamato. Quando ero incinta e dicevo che con una gravidanza, per ottimizzare gli sforzi, ne dovrebbero arrivare almeno due o tre di bambini…beh, sbagliavo. E non solo perché, come mi ha detto l’ostetrica Giusy, “ognuno di noi ha diritto a un po’ di tempo e di attenzione solo per sé, di tempo soprattutto”. Ma perché c’è una strana proporzione quando si parla di neonati. Anche se pesano poco più di tre chili e si sollevano su un avambraccio, nel rapporto due adulti/un piccoletto sono sempre loro i più forti.

E vale anche per Filippo.

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