In principio è cinema
28 Novembre Nov 2012 0821 28 novembre 2012

"Call Girl", la Svezia e quello scandalo...

Presentato in concorso al Torino Film Festival 2012, "Call Girl" di Mikael Marcimain (illuminato dalla performance di Pernilla August) riporta sulle prime pagine dei giornali locali uno scandalo sessuale del 1976 che fece tremare le istituzioni, gettando ombre sulla controversa figura del primo minitro Olof Palme e suscitando le reazioni dei suoi eredi: uscito in Svezia a inizio novembre, il film è stato denunciato per "grave diffamazione" alla Corte di Giustizia.

Lo sfondo è quello delle indagini (precedenti alle elezioni del 1976, poi perse da Palme) che portarono in carcere i responsabili di un giro di prostituzione (con implicate anche ragazze minorenni, sulle quali si concentra il racconto di Marcimain) a cui si rivolgeva anche un ampio numero di funzionari governativi di vario livello: ai tempi venne implicato anche il Ministro di Giustizia del governo Palme, discolpato Lennart Geijer (il caso divenne noto proprio come Geijer Scandal).

Il più grande giornale svedese (Dagens Nyheter) pubblicò la notizia che il capo della polizia, Carl Persson, aveva personalmente informato il Primo Ministro, ma venne costretto da Palme dopo una violenta reazione a smentire tutto, salvo poi veder confermate quelle voci qualche decennio dopo. E pare anche che Palme fornì un falso alibi a Geijer...

La figura di Palme venne solo sfiorata ai tempi dallo scandalo, anche se la sua figura non rimase mai troppo limpida (venne ucciso per strada da ignoti nel 1986, e legò il suo nome in precedenza anche a diverse notizie di gossip e sesso, come la sua relazione con Shirley MacLaine). "Call Girl" riapre una pagina ormai (forse) dimenticata facendo interpretare un "simil-Palme" a un attore molto diverso fisicamente dal suo modello (che nel film è ampiamente implicato nello scandalo), ma mettendogli in bocca slogan della sua campagna elettorale e facendolo parlare come lui.

Andare con prostitute ai tempi in Svezia era legale, ma il fatto che vi andassero funzionari governativi e ministri costituiva una minaccia per la sicurezza dello stato, oltre al fatto che andare con minori era illegale (e che a peggiorare la situazione si aggiungerebbe anche la falsa testimonianza).

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