Officine Democratiche
28 Novembre Nov 2012 1109 28 novembre 2012

Primarie, cambiamento contro conservazione: per archiviare la stagione delle regole "ad personam"

di GIULIANO GASPAROTTI e GUIDO FERRADINI - http://www.officinedemocratiche.it

Le complicate regole imposte dalla dirigenza dem “ad personam” per favorire Bersani (lasciamo stare la foglia di fico del “comitato dei garanti”) sono il prezzo che si è dovuto pagare all'apparato, contrario alle primarie, per consentirne lo svolgimento. Nel tentativo di arginare la volontà popolare di partecipare ma allo stesso tempo di provare a pilotarne il risultato.

Sono regole studiate apposta per consentire, nella speranza di chi le ha proposte, la sopravvivenza dei dinosauri specie del Pd che costituiscono la principale zavorra alla crescita del partito. E' del tutto evidente che consentire a Renzi di partecipare come candidato era il solo modo per tentare di arginare un malcontento della base nella gestione chiusa del partito democratico. Bersani è quindi, il candidato garante dello status quo, di una classe dirigente che si vuole riproporre alla guida dell'Italia che versa nelle condizioni che sappiamo. Attraverso un accordo Udc-Pd che rischia di riprodurre a Roma un quadro ben peggiore di quello che è accaduto in Sicilia: un Presidente senza maggioranza data dalla debolezza dei partiti che lo compongono. Dissolvendo la sinistra in un gioco di contraddizioni e di veti contrapposti Udc-Sel che produrrebbe un unico risultato: una paralisi di azione governativa che il Paese, in piena crisi economica, non può in alcun modo permettersi.

Ricordiamo le regole cambiate appositamente per questa competizione dopo 3 edizioni di gran successo:

1. Albo degli elettori del centro sinistra. Per votare, bisogna iscriversi all’albo che avrebbe l’obiettivo di ridurre la possibilità di brogli.

2. Appello degli elettori. Firmare un appello che “impegna” l’elettore a sostenere alle elezioni politiche il candidato del centro sinistra qualunque sia il vincitore delle primarie.

3. Un secondo turno chiuso. Tranne casi limitati, alle regole attuali, potrebbero votare al secondo turno solo quelli che hanno votato al primo turno

Regole mai viste prima

Nessuno di questi marchingegni esiste in altri sistemi di voto: già l'idea di un albo che però non è pubblicabile evidenzia che qualche problema c'è. Per di più non si riferisce ad un partito ma ad una coalizione, cioè di un raggruppamento politico momentaneo di partiti diversi che hanno deciso di associarsi per una determinata competizione elettorale.

Il ballottaggio o secondo turno è un sistema diffuso, ma è sempre un sistema aperto, che lascia la possibilità di voto a chi non ha votato al primo turno.

Dettaglio non trascurabile, anzi fondamentale.

Regole irragionevoli

1. Chiarito che l’albo degli elettori di un raggruppamento temporaneo di partiti è di per se’ un’idea bizzarra, il vero nodo sta nel fatto che, in queste primarie, è molto più facile commettere dei brogli che in quelle precedenti. In tutte e tre le primarie precedenti, era possibile evitare una doppia votazione spuntando il nome della persona che ha votato nell’elenco elettorale comunale che era a disposizione dei seggi. Questa volta i seggi misteriosamente non erano dotati degli elenchi. Senza l’unico strumento di difesa, era molto più facile fare i furbi questa volta, come peraltro ha documentato un giornalista di Libero che è riuscito a votare più volte. Urgente, quindi, attrezzarsi in vista del ballottaggio per evitare che si verifichino trucchi del genere.

2. L’obbligo di impegnarsi a votare qualunque candidato fosse scelto dalla maggioranza dei votanti alle primarie ha veramente poco senso per un motivo semplice: non è verificabile.

3. La chiusura del secondo turno è inspiegabile. Non si capisce per quale motivo viene negata la possibilità di votare al secondo turno, mentre è chiaro che questa chiusura è irritante per i potenziali elettori e anti-democratica.

Regole ad personam Pro Bersani

1. Il vero obiettivo della pre-registrazione all’albo, e l’obbligo della firma dell’appello a scatola chiusa è di limitare il più possibile la partecipazione a chi è abituato a votare alle primarie. Meno nuovi elettori si hanno, meglio è. Questo obiettivo, l’opposto di quello perseguito nelle precedenti edizioni, riflette il profilo dei due candidati principali. Renzi porta più elettori nuovi, Bersani più quelli tradizionali. Si perde di vista l'obiettivo: vincere le elezioni. Le primarie servono a scegliere il migliore dei candidati possibili e quello che ha maggiori possibilità di vincere le vere e proprie elezioni per portare la coalizione progressista al Governo del Paese.

2. Il doppio turno ha danneggiato Bersani? Sembrerebbe cosi. Avrebbe potuto vincere al primo turno. Ma le apparenze ingannano. Il doppio turno, così concepito, era un’assicurazione per Bersani: se Renzi fosse stato avanti dopo il primo turno, un secondo turno avrebbe dato a Bersani una seconda chance, sperando di convertire più elettori di Vendola dalla sua parte. L’assicurazione è un costo se non la usi, ma ovviamente ha un valore!

La chiusura del secondo turno è ovviamente un’altra assicurazione contro la capacità di Renzi di attirare nuovi elettori.

Le regole “ad personam” per conservare i dirigenti democrat di ventennale corso (Bindi, Fioroni, Finocchiaro, Turco, D'Alema e la lista è veramente lunga) non danneggiano solo Renzi. Danneggiano il Partito Democratico, il centro sinistra e la democrazia Italiana. Danneggeranno anche Bersani che nei fatti è ostaggio sia degli apparati cui garantisce la sopravvivenza sia della rincorsa all'Udc, con lo stallo che si produrrebbe tra Casini e Vendola. Rivedere in Parlamento ed al Governo coloro che in vent'anni non sono riusciti neanche a far approvare una seria legge sul conflitto d'interessi, la dice lunga sulla capacità di imprimere quella svolta necessaria e capace di restituire dignità alla parola politica. Nell’appello degli elettori si legge: “Vogliamo archiviare la lunga stagione berlusconiana” quella cioè segnata da una moltitudine di leggi ad personam. Nell’archiviare questa stagione l’elettore del centro sinistra non considera più le leggi ad personam solo una furbizia, ma una violazione delle regole di base della democrazia.

Consentire, quindi, la partecipazione ed il libero voto al ballottaggio sarebbe l'unica risposta possibile per ottenere una vittoria politica senza alibi, conquistata sul campo e non grazie a regole che di ragionevolezza hanno davvero molto poco.

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