youngitalianwoman
29 Novembre Nov 2012 0920 29 novembre 2012

Dopo il duello Renzi-Bersani viene persino voglia di grafici sullo spread

«In Europa siamo tutti sullo stesso treno, e sul vagone più scomodo», dice il nonno.

«Sogno un ‘Europa capace di una linea estera comune», risponde il nipotino che ha studiato la lezione di storia.

«Contro l’evasione non dobbiamo inventare l’acqua calda ma con santa pazienza ci adeguiamo a usare il contante».

«Voglio sistemare un debito pubblico che è immorale, disonesto verso le generazioni future»

E’ il gioco delle parti, Renzi il giovane sogna, saetta affermazioni costruite in bella forma e tempi attivi, ci prova, lotta nell’arena con l’energia di cui è capace. Bersani il vecchio, sciorina saggezza popolare, resta seduto sulla sedia di paglia e aspetta che da un momento all’altro Renzi torni a farsi consolare per il ginocchio sbucciato cadendo dalla bici. Corre troppo forte, pensa, prima o poi cade. Ma lascia fare.

Intanto papà sonnecchia sul divano. Aspetta di capire quanti anni ancora deve lavorare, quando arriverà la sua pensione e quando sua figlia minore avrà un contratto di lavoro vero e quella maggiore troverà un muro un po’ più facile da scavalcare.

Aspetta di capire, annoiato sul divano. Nessuno ancora è riuscito a togliergli dalla testa l’idea che tanto vale andare a votare, tanto non si capisce niente di quello che vogliono fare. Che cos’è la flexsecurity, cosa vuol dire riqualificazione industriale.

Quasi quasi, meglio una spiegazione del Professore sullo spread in Europa. Che almeno un po’ di idee le chiarisce. Ma per quella serve un nuovo format. Un’edizione speciale per l’Italia.

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