Pirates! Not the Navy!
29 Novembre Nov 2012 1121 29 novembre 2012

Una strada per i montiani.

Di Davide Burani

Il cammino travagliato verso le prossime elezioni politiche prosegue incessante. Ogni giorno le cronache politiche si arricchiscono di nuovi dettagli, retroscena, alleanze, scontri. Lo scacchiere politico sembra affetto da schizofrenia. Il turbinio impazzito d’ipotesi è ormai incontrollabile. L’unico partito che sta affrontando in modo serio l’avvicinamento alle elezioni politiche è il PD. Le primarie che si sono svolte domenica, promuovendo al ballottaggio Bersani e Renzi, hanno dimostrato la vitalità del Partito Democratico, in grado di mettere in contrapposizione politica due diverse visioni. Una dialettica simile non è visibile in alcuno degli altri “protagonisti” adesso in gioco.


Il centrodestra è sempre più dipendente dalle scelte di Berlusconi. La quasi certa decisione di ripartire dalle origini, con la rifondazione di Forza Italia, pone in evidenza l’inconsistenza politica di Alfano, incapace di progettare una via alternativa a quella del suo padre politico. Questa mossa metterà alle corde gli ex AN, che si troveranno costretti a rifugiarsi in un nuovo soggetto di destra. Al centro non si sta meglio: dietro la calda coperta di Monti, si celano le evidenti carenze di offerta politica, di innovazione programmatica ed organizzativa dell’UDC e di FLI. Il progetto della Lista per l’Italia è, a oggi, una mera dichiarazione d’intenti. L’unica novità, che si è recentemente affacciata nel panorama politico, è Verso la Terza Repubblica, promossa tra gli altri da Italia Futura, ACLI e altre associazioni laiche e cattoliche. Zero Positivo è tra i firmatari del manifesto. Questa possibilità politica, tuttavia, è anch’essa penalizzata dalla forte dipendenza dalle decisioni di Mario Monti, vero potenziale valore aggiunto della prossima tornata elettorale.


Da quest’analisi emerge la mancanza di proposte politiche innovative, in grado di occupare la discussione politica, oggi centrata sulla leadership. Quando il Presidente del Consiglio dichiara che il dibattito sulla leadership “è soltanto la crosta, quello che conta è cosa si farà con il potere grande che un governo e un parlamento hanno”, afferma l’importanza di costruire una cornice politica entro cui collocare obiettivi, contenuti e azioni che li traducano in provvedimenti.


Solo riscoprendo il valore della progettualità sarà possibile davvero introdurre forti elementi di innovazione e discontinuità all’interno del quadro politico. In questa sfida il PD è già avanti rispetto al campo opposto, che oggi appare un deserto colmo di macerie e desolazione. Tuttavia, per chi come noi punta a costruire un soggetto politico liberaldemocratico, laico, aperto, inclusivo e competitivo, le opportunità da cogliere sono numerose. Esiste una grossa fetta di cittadini in attesa di veder soddisfatta una domanda politica innovativa, che affronti alcuni nodi mai sciolti. Zero Positivo deve essere, ancor di più oggi, catalizzatore di persone, idee, proposte che vadano in questa direzione, rafforzando la propria identità e riconoscibilità.


La traversata è lunga, quasi oceanica. Siamo però convinti di avere un vascello robusto, agile, veloce. L’equipaggio è fiducioso nei propri mezzi, sfrontato al punto giusto, capace di affrontare le intemperie. La rotta è tracciata. D’ora in poi non si torna indietro.

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook