Mambo
1 Dicembre Dic 2012 1321 01 dicembre 2012

Dite quello che vi pare, ma Sallusti è un uomo coraggioso

Alessandro Sallusti può stare simpatico o no. Si possono o no condividere le sue opinioni e il suo giornalismo aggressivo ma non si può negargli ora la solidarietà. Ha scelto di portare alle estreme conseguenze la incredibile situazione in cui è precipitato. Si è rivelato un uomo coraggioso e la sua battaglia andrebbe sostenuta.

La vicenda che lo riguarda può portare a giudizi diversi ma non sono accettabili la condanna, l’arresto, l’ignominia che il dispositivo della sentenza ha messo in mostra. Le opinioni, anche quelle da cui si dissente, non possono esser sanzionate con il carcere. L’arresto nella sede di un giornale mostra il volto di una giustizia cieca e per tanti aspetti pericolosa. Sono da sempre convinto che il rimedio alla diffamazione conclamata sia l’obbligo alla rettifica adeguata al rilievo dato alla notizia o al commento che ha dato origine al contenzioso.

Invece nel caso di Sallusti si è arrivati ad una sentenza abnorme e a una motivazione infamante assai più del discusso articolo che l’ha provocata. Come se ne esce? È preoccupante il silenzio finora registrato sulla sua vicenda. È forte il sospetto che la caratterizzazione politica e giornalistica del direttore del “Giornale” spinga tanti, troppi, a lavarsene le mani. È un atteggiamento suicida che può stabilire un precedente in tema di libertà di stampa molto grave.

Il tema non è l’adesione o meno alla visione che ha Sallusti del mondo ma la sua libertà di proclamarlo. Se ha ferito qualcuno è giusto che ci sia una riparazione. Ma la riparazione che giunga fino al suo arresto mi pare una enormità. La linea di confine fra le opinioni dissacranti e la diffamazione è molto sottile e va affidata al dovere di dare conto del diritto di reazione di chi si sente offeso.

Il carcere è fuori da questo tipo di ragionamento. È una misura incredibile che nulla può giustificare. Sallusti ha deciso di fare della sua vicenda un “caso”. Noi dobbiamo decidere se far prevalere l’adesione o il contrasto rispetto alle sue opinioni ovvero il dissenso su come queste sono state sanzionate. Io non ho dubbi. Non condivido quello che c’era scritto in quel corsivo ma considero la carcerazione di Sallusti un segno degradante della vita pubblica.

Anche le ironie sulla sua relazione con la Santanchè non mi piacciono. Che c’entra la sua vita privata con il suo caso pubblico? In queste ore Sallusti si sta rivelando, lo ripeto, un uomo coraggioso. Tanto di cappello. 

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