Andrea Tavecchio
Fisco e sviluppo
1 Dicembre Dic 2012 1002 01 dicembre 2012

Il sonno della ragione e il mostro debito pubblico (quasi come il 1919)

Ugo Arrigo ha elaborato il grafico che vedete qui sotto sull'andamento del rapporto debito/PIL in Italia dal 1861 ad oggi. Prende un senso di vertigine vedere che siamo quasi ai livelli del 1919. Nel frattempo i dati sulla crescita 2013 dell'Italia (e di una parte di Europa) sono negativi e la disoccupazione sta crescendo.

Non bisogna farsi illusioni siamo in guerra e per tenerci il nostro tenore di vita (più o meno) è necessario che quanto fatto da Monti in stato emergenziale e pur con tanti errori sia portato avanti con più decisione. Bisogna completare il lavoro sul taglio della spesa pubblica, la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, le liberalizzazioni a costo zero, la revisione dell'impazzimento "finto federalista" delle competenze concorrenti tra poteri dello stato e affrontare una seria riforma della giustiza e della burocrazia.

Ma fare le riforme nel breve periodo è come fare una dieta, è estramamente doloroso e faticoso e non si vedono i risultati si vede solo la disoccupazione che galoppa. Per evitare di finire in una spirale come negli anni 20' del secolo scorso bisogna uscire dal rigore per il rigore. Il patto di stabilità è da rivedere così come bisogna negoziare con l'Europa una deroga per lo scaduto che l'amministrazione pubblica italiana ha verso imprese e cittadini.

Primum vivere deinde philosophari è la filosofia che ha animato questo primo - difficile - anno di Governo Monti. Visti i dati dello del BTP decennale, oggi a circa il 4,5% contro il 7.5% dell'anno scorso, il disastro è evitato (anche grazie alla BCE di Draghi), ma adesso bisogna fare un passo in più e meglio.

Monti deve negoziare in Europa come ridare ossigeno ad imprese e famiglie. Bisogna tornare al più presto con il segno - più - davanti ai dati sulla crescita del PIL. Ci vuole una ventata di ottimismo, il solo rigore non basta.

twitter @actavecchio

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook