L’Altro Cinema
1 Dicembre Dic 2012 1021 01 dicembre 2012

World Aids Day: storia di una piccola, grande battaglia contro l’epidemia del secolo

Correva l'anno 1981: il New York Times cominciava a parlare di alcune morti misteriose, a causa di una malattia non bene identificata, verificatesi nelle comunità gay di New York e Los Angeles. All'epoca il mondo non conosceva le parole Hiv e Aids, e forse ancora oggi non c'è una conoscenza adeguata di una delle piaghe sanitarie più gravi della storia. Anche per questo il 1 dicembre, come ogni anno dal 1988, il mondo celebra il World Aids Day: un'occasione per coinvolgere tutte le generazioni, soprattutto le più giovani, nella dura battaglia scientifica e informativa contro una malattia taciuta troppo a lungo.

Nel frattempo sono stati fatti passi da gigante: secondo l'ultimo rapporto UNAIDS della Nazioni Unite si è registrato un calo del 50% di nuove persone infettate dal virus, specialmente in Africa, il continente più colpito al mondo. Tra il 2005 e il 2011, inoltre, il tasso di mortalità è diminuito di oltre il 25%, mentre durante l'ultimo anno l'accesso alle terapie antiretrovirali è aumentato del 63%.

Nel 1987, dal Greenwich Village di New York, partiva una piccola, grande crociata capeggiata dal gruppo di attivisti Act Up, in gran parte giovani sieropositivi. Una crociata a fin di bene per far sì che le autorità sanitarie americane cominciassero a occuparsi seriamente di questa epidemia planetaria. Una battaglia civile che portò all'attenzione dell'opinione pubblica statunitense, anche durante la campagna presidenziale del 1992, la piaga dell'Aids. Il regista David France ha raccontato tutto nel film How to survive a Plague: un monito in forma di documentario per coloro i quali pensano che la battaglia sia ormai conclusa, o peggio già vinta.

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