Gianluca Melillo
ItaliAmo
4 Dicembre Dic 2012 0836 04 dicembre 2012

Stage gratis o ad 1 euro. Nel privato? No, al Ministero delle Finanze.

Per sgombrare il campo da strumentalizzazioni, va detto che sono un sostenitore delle politiche di rigore, trasparenza e risanamento di Mario Monti.

Prorpio per questo trovo allucinante che proprio il Governo guidato dal Professore, che ha sempre fatto della costruzione di un miglior futuro per i giovani, si renda protagonista di una vicenda così poco edificante.

Mi batto da anni, da quando ero nel Forum Nazionale dei Giovani, contro lo sfruttamento del lavoro giovanile (anche detto stage non retribuito!) che tantissime aziende, speculando sul bisogno, fanno.

Per quanto mi concerne un vero e proprio reato, il caporalato di questo secolo. E, mentre ho sempre pensato che il "nemico" fossero le aziende che sfruttando illecitamente (almeno in senso etico e morale) il lavoro dei tantissimi ragazzi (non certo "choosy") bisognosi, mi ritrovo a scoprire che lo Stato (!) fa esattamente lo stesso.

Appena uscito, infatti, dal Ministero dell'Economia un bando per 34 posti per neolaureati o laureandi. Tra l'altro con splendide mansioni, qualora fossero vere (cosa di cui personalmente dubito), si va dalla «elaborazione del budget, analisi dei costi e misurazione della performance» alla «attività di rappresentanza e difesa del ministero nelle controversie di lavoro», fino al «monitoraggio delle entrate tributarie e analisi dell'andamento del gettito in relazione alle variabili macroeconomiche».

Poi ecco spuntare, sotto traccia, il capitolo dei rimborsi spese: «L'importo lordo è fissato sulla base delle presenze in ufficio, debitamente documentate, determinato in euro 7,00 (sette!) giornalieri». A spanne fa un euro l'ora. Con l'avvertenza che le «predette somme saranno erogate ai tirocinanti compatibilmente con le disponibilità nei relativi capitoli di bilancio».

Insomma il dicastero che è stato anche gestito "ad interim" dal Presidente Monti, esattamente alla stregua di una qualunque azienda (scorretta), vuole sfruttare il lavoro giovanile, facendo leva sul sogno di una "stabilizzazione nel pubblico impiego".

E questa situazione è vergognosa specie se consideriamo che la riforma del Lavoro, approvata quest'estate, dice che per gli stage deve essere riconosciuta una «congrua indennità, anche in forma forfettaria, in relazione alla prestazione svolta».

Certo questa è "solo" una norma di principio, non una legge, però sarebbe lecito supporre che (almeno) il Governo che l'ha sancita la applicasse.

Inoltre sulla questione è intervenuto anche il Parlamento Europeo. Una mozione approvata a larghissima maggioranza, prima dell'estate, dice che agli stagisti va riconosciuta una «retribuzione decorosa».

Personalmente trovo semplice la soluzione al problema: copiamo i "cugini d'oltralpe". In Francia una soglia minima c'è già, 400 euro.

Ma, specie con un Parlamento di inetti e ignavi, la vedo durissima. Basti ricordare che la Fornero ci provò ad imporre delle norme ai contratti per gli stagisti. La cosa durò lo spazio di un battito di ciglia, poi, fra proteste degli imprenditori e silenzio (inquietante) di Montecitorio, l'idea venne immediatamente cancellata.

E il nostro Paese, Stato compreso, continua a sfruttare il lavoro dei giovani. Vergogna.

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