Accadde Domani
9 Dicembre Dic 2012 1420 09 dicembre 2012

La disonestà intellettuale di Silvio Berlusconi, la figuraccia di Alfano e il giudizio severo della finanza.

La malafede del cavaliere

Adesso Silvio Berlusconi ha scoperto che il pericolo dello spread era tutta una montatura per farlo fuori e che i veri pericoli sono la recessione e la disoccupazione. E che naturalmente è tutta colpa di Mario Monti.

Senza togliere nulla alle critiche giuste fatte alla politica economica del governo Monti da esponenti politici e intellettuali in materia di crescita e occupazione, dobbiamo purtroppo constatare di nuovo che l'ultima operazione politica del cavaliere di Arcore è forse più delle altre all'insegna della malafede e della disonestà intellettuale, una sorta di "egocentrismo patologico" come scrive Ferruccio De Bortoli nel riportare sul Corsera una conversazione con Mario Monti. E mostra ancora una volta quanto l'ex presidente del consiglio sia il più grande baro che la politica italiana abbia prodotto nella sua storia.

Lo spread non era e non è naturalmente il problema principale del paese ma il signor Silvio Berlusconi sa bene, e per questo è stato costretto a dimettersi, che lo spread  vicino ai 500 punti era il frutto non tanto e non solo del crescente debito pubblico italiano ma in primo luogo della bassissima credibilità politica e istituzionale che aveva raggiunto il suo governo in Europa. Non c'è bisogno di essere economisti per sapere che lo spread è una specie di termometro della credibilità di un paese e della sua affidabilità. Il governo Monti nasce per fermare quella emorragia di credibilità dovuta soprattutto all'uomo di Arcore, alle sue scorrerie sessual-finanziarie e alla sua incapacità di fermare una china che ci avrebbe portato verso il baratro. Soltanto i "fedelissimi cretini" del cavaliere, come li definisce oggi Marcello Dell'Utri su la Repubblica, fanno finta di non sapere che le cose stanno così.

L'altra questione riguarda la crisi economico-finanziaria. Con quale coraggio il furbetto di Arcore si erge a paladino dei disoccupati, usando toni drammatici sulla crisi, dopo aver prima sottovalutato per anni la crisi, aver sostenuto che tutto andava bene grazie a ristoranti e alberghi pieni? Con quale spudoratezza critica la politica economica di Mario Monti dopo aver clamorosamente fallito nella gestione della crisi che attanaglia il nostro paese dal 2008? Ormai il re è nudo. L'unico motivo per cui oggi Berlusconi tenta la via dello sfascismo è per non restare ai margini della storia con il marchio della sconfitta politica. L'unica cosa che avrebbe dovuto fare Silvio Berlusconi è chiedere scusa agli italiani per tutti i guai fatti in questi anni in materia di leggi ad personam, malagestione della cosa pubblica, corruzione, distruzione della credibilità internazionale dell'Italia e ritirarsi a vita privata. Invece saremo costretti a rivederlo sulle sue tv e sulla Rai seduto dietro la solita scrivania, con quella faccia da mummia con un cespuglio in testa a spiegarci che tornerà in campo per il bene dell'Italia. Basta signor Berlusconi! Si occupi di Mediaset che sta andando malissimo. Oppure dobbiamo credere a  quei maliziosi che sostengono che lei ritorna in campo anche per arginare la crisi del suo gruppo?

La figuraccia di Alfano

La cosa che ci si chiede è con quale faccia tosta Angelino Alfano andrà in giro a fare campagna elettorale per il Pdl. E' vero che in televisione ci sarà sempre Silvio Berlusconi ma un po' di dignità consiglierebbe ad Alfano, sopratutto dopo le parole di Dell'Utri, ( "Poveretto non ha potuto cambiare niente. Se siamo ridotti in questo stato è perchè il partito è imploso, non si è rinnovato), di sparire dalla circolazione  o cambiare mestiere. Magari cercarsi un posto da maggiordomo visto che lo ha svolto così bene in questi mesi.

"Questo è pazzo".

Se si fa un giro nella comunità finanziaria per raccogliere umori sul ritorno in campo di Silvio Berlusconi, il verdetto è pressochè unanime: "E' una follia", commenta un personaggio importante dell'alta finanza milanese. "Lasciamo stare le critiche a Mario Monti sul tema della mancata crescita, fatte ad esempio dal premio nobile Krugman ma cosa vuole che abbia da dire Silvio Berlusconi in materia di politica economica? Cosa farà? Abolirà l'Imu? Proporrà un piano di uscita dall'Euro? Oppure rilancerà come vent'anni fa un abbassamento delle tasse facendo finta di dimenticare che con i suoi governi le tasse sono cresciute a dismisura? L'unica cosa che possiamo aspettarci da questo ultime gesto di follia è demagogia pura". 

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