Il migliorabile
10 Dicembre Dic 2012 2240 10 dicembre 2012

Chiesto il rinvio a giudizio del Presidente del Consiglio umbro Brega, ma la stampa tace

Il caso scuote la politica regionale umbra, ma quasi solo all’interno dei palazzi del potere, perché fuori di essi le notizie circolano col silenziatore, come se ci fosse un intento trasversale di non dar loro troppa eco.

La richiesta di rinvio a giudizio del Presidente del Consiglio Regionale Eros Brega, principe delle preferenze del Partito Democratico ternano, esponente di spicco della sua componente ex margherito-democristiana, è stata firmata lo scorso 12 novembre e depositata in cancelleria a disposizione degli organi d’informazione ma la stampa locale ha deciso di tenere un profilo molto basso sulle carte dell’inchiesta, dedicandole spazi residuali, quasi tutti unicamente impegnati dalle tesi difensive dell’uomo politico chiamato in causa.

Il quotidiano più diffuso, "Il Corriere dell'Umbria", peraltro amministrato da Rocco Girlanda, parlamentare eugubino del Pdl, quindi teorico avversario di Brega, stamane non dedicava un rigo alla vicenda, sia nella versione cartacea che on-line ed è difficile pensare che lo abbia fatto perchè la domenica in redazione ci sono solo cronisti sportivi. Peggio ancora la stampa nazionale, quantomeno la più diffusa, al caso non ha dedicato un rigo, ma sarà solo perchè l'Umbria è una piccola realtà "non notiziabile" rispetto alla Lombardia o al Lazio, ça va sans dire.

A colmare il vuoto della stampa tradizionale ha lodevolmente pensato il miglior quotidiano regionale on-line, umbria24.it diretto da Ivano Porfiri, che le carte le è andate a leggere tutte, compulsando una ad una le pesantissime accuse rivolte a Brega dal Pubblico Ministero Elisabetta Massini. Le ipotesi di reato riguardano i cosiddetti Eventi Valentiniani, cioè appalti legati all’organizzazione dei festeggiamenti del Santo Patrono ternano nonché protettore degli innamorati di tutto il mondo, negli anni in cui l’esponente politico ternano era Assessore al comune della città dell’acciaio.

Peculato, falso ideologico, calunnia e concussione, tutti reati di cui Brega si sarebbe macchiato dal 2001 al 2011 nel contesto dell’inchiesta che ha già portato in prigione l’ex Presidente di Confcommercio Terni Leandro Porcacchia, condannato a tre anni al termine del patteggiamento. Nel 2003 sarebbero stati quasi 26 mila così ome nel 2004 215 mila euro i fondi di cui Brega avrebbe usufruito senza pezze giustificative che ne documentassero la finalità legata all’organizzazione degli eventi. Nel 2004 Brega si sarebbe appropriato di 25 mila euro di Fondi Gal che avrebbe rigirato ad un Consorzio di cui Porcacchia era membro, cosi come avrebbe rigirato più di 200 mila euro alla Musical Box di Sergio Piazzoli, popolare organizzatore di spettacoli umbro, senza che nei registri della società compaia traccia delle relative fatture.

Secondo il pm si configurerebbe anche il reato di concussione perché Brega avrebbe abusato della sua carica nel 2011 per convincere il comandante della polizia penitenziaria di Terni a farlo entrare in carcere per parlare con Porcacchia.

Soldi degli Eventi Valentiniani Brega li avrebbe usati anche per la sua campagna elettorale per l’elezione al consiglio regionale ed anche per organizzare concerti della Guardia di Finanza e per pagare un alto prelato di cui si omette il nome per non si sa quale servizio ricevuto.

Un quadro accusatorio che si configura quindi in maniera molto pesante ma l’esponente del PD mostra tranquillità alle agenzie:”Aspettavo questo momento-dice Brega- avrò modo di spiegare tutto”. Intanto però le opposizioni in Consiglio Regionale affilano le armi e promettono battaglia da martedì, con l’intento probabile di chiedere un passo indietro ad Eros Brega.

Vedremo cosa succederà, e soprattutto vedremo se una volta che il caso sarà portato nell’agone pubblico del consiglio regionale anche la stampa comincerà a darne conto ai suoi lettori come sarebbe giusto che fosse.


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