Una figlia come te
10 Dicembre Dic 2012 1543 10 dicembre 2012

Dieci cose che ho imparato durante il puerperio (parte I)

  1. Ogni scarrafone è bell'a mamma soja. Ma il mio è bello davvero.
  2. I ciucci sono dotati di vita autonoma: appaiono e scompaiono a loro piacimento. Nel caso, una signora delle pulizie che indaghi sotto tutti i letti e il divano può aiutare a rinvenirne qualcuno.
  3. La cacca non fa schifo. Se ti faceva schifo, in pochi giorni ti sei abituata a lavarla via dal sederino, dai vestiti suoi, dai vestiti tuoi...
  4. Il puerperio non è una cosa vaga: è un periodo di sei settimane che parte dalla nascita del bambino.
  5. La fotocamera nei telefoni cellulari è stata inventata per scattare oltre seicento fotografie a un neonato di pochi chili e pochissimi giorni di vita.
  6. Svegliarsi alle cinque del mattino è un lusso e un obiettivo a cui tendi. Per ora ci stai lavorando, con scarsi risultati ma ci stai lavorando.
  7. Il tiralatte materno funziona come quello industriale per le mucche. Cosa che inciderà molto (negativamente) sulla tua autostima.
  8. Tutte le parole finiscono in -ino o -ina: sederino, piccolino, passeggino, pannolino, piedino, pancino, manina, vestitino, mammina, papino...
  9. Se un intervallo di poppata dura tre ore e ti ci vogliono due ore per allattarlo, fare il ruttino (-ino!), cambiarlo e farlo addormentare (o meglio, cercare di), hai un'ora di tempo per fare pipì, lavarti, vestirti, mangiare. Se nel frattempo ci scappa un pianterello o un mal di pancia, rimani in pigiama e aspetta l'intervallo successivo.
  10. Il ruttino di cui sopra - e le scureggine (-ine!) - sono inversamente proporzionali alla grandezza del neonato: ti sorprenderà come un cucciolino all'apparenza dolce e indifeso possa in certi momenti risuonare come un omone di centocinquanta chili a una gara di peti e rutti.

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