Il Grande Satana
12 Dicembre Dic 2012 1026 12 dicembre 2012

Lei non sa chi sono io

Prima di veder sbarcare Office sui dispositivi targati iOS (e Android) dovremo attendere la fine dei negoziati tra Redmond e Cupertino. Già, perchè, a quanto pare, Microsoft ha deciso di fare la voce grossa con Apple riguardo ai termini di revenue sharing dell'App Store.

<spiegazione per neofiti> Come credo avrete notato, la stragrande maggioranza delle app presenti nello store di Apple NON sono create da Apple stessa, bensì da sviluppatori esterni. Come funziona il processo? Semplice: io sviluppatore mi iscrivo, sottopongo la mia app al giudizio della Mela e, se passo il test, il mio prodotto sbarca sul negozio virtuale. A questo punto, per ogni 100 dollari incassati, 70 arrivano nelle mie tasche mentre 30 se li incassa Apple. < /spiegazione per neofiti>

Tecnicamente i termini del "70-30" valgono per tutti. Ma Microsoft non ci sta e - oggi per l'aggiornamento dell'app SkyDrive (il servizio di archiviazione cloud), domani per gli abbonamenti a Office 365 - chiede che Apple riduca la propria "fetta". Un ulteriore ostacolo per lo sbarco della suite di produttività su iPad e iPhone, la quale, secondo indiscrezioni, avrà un modello molto simile a quelle già presenti sul mercato smartphone: una versione gratuita per visionare i documenti e una su abbonamento per crearli/modificarli.

Non è chiaro che genere di concessioni stia cercando Microsoft in virtù di quella che - secondo il loro punto di vista - è una grande occasione di guadagno anche per Apple. Forse l'80-20. Secondo le voci di corridoio, comunque, questa avrebbe risposto come un poliziotto che ha appena dato una multa ad un conduttore televisivo: le regole sono le stesse per tutti.

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