La finanza ritrovata
12 Dicembre Dic 2012 1604 12 dicembre 2012

Quelli che...“Che cosa ci importa dello spread!”

Chiunque sia minimamente avvezzo alla finanza conosce il detto “non ci sono pasti gratis”. L’affermazione significa che nessuno ci regala niente e che quindi se due attività finanziarie hanno rendimenti diversi, quello più alto tra i due segnalerà il maggior rischio di quella attività.

Osservare il rischio che sta dietro ai rendimenti offerti da diverse attività finanziarie è utile a non prendere rischi impropri, o addirittura “fregature”, facendosi cioè attrarre da rendimenti elevati, troppo elevati, che però potrebbero mettere addirittura in dubbio la possibilità di rivedere poi il capitale investito.

Lo spread è un buon indicatore del rischio che un investitore corre quando acquista un titolo di stato diverso da quelle che, in un dato momento, è considerato privo di rischio. Lo spread BTP/Bund misura quindi il rischio che un investitore, anche italiano, corre se investe nei BTP rispetto all’acquisto di Bund. Tanto più esso è alto, tanto maggiore sarà il rischio di incorrere in possibili perdite di capitale al momento del rimborso.

Questo è solo uno dei modi di utilizzare lo spread e solo una delle varie ragioni perché ci deve interessare sapere che cosa esso sia e come utilizzarlo.

Sul tema avevo trovato molto interessante per chiarezza e lucidità l’articolo scritto su la Repubblica da Eugenio Scalfari il 25 novembre 2012: “La dittatura dello spread è soltanto demagogia”. Invito chi ne avesse la possibilità ad andare a leggere o rileggere quel pezzo.

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