Accadde Domani
13 Dicembre Dic 2012 1711 13 dicembre 2012

Silvio Berlusconi tra tatticismi e stato confusionale. La paura della sconfitta

Silvio Berlusconi ne spara una al giorno. E naviga tra uno stato confusionale davvero allarmante e tatticismi da basso impero. Ambedue sono probabilmente dovuti a una fottuta paura di prendere una batosta elettorale già annunciata dai sondaggi. Il Cavaliere dà l'idea di voler trovare una via di fuga prima che questo avvenga.

Ieri attaccava Mario Monti, la Merkel e le politiche europee definendo lo spread un imbroglio e un complotto contro di lui. Oggi, quasi fosse ubriaco, propone a Mario Monti, appena sfiduciato dal Pdl, di candidarsi e di diventare il leader dei moderati. Per questo, annuncia il Cavaliere errante, "sono anche disposto a non candidarmi". L'uomo evidentemente è in uno stato confusionale e tuttavia non rinuncia a gettare confusione nello schieramento politico italiano, utilizzando la già sperimentata tecnica del baro, al fine di trovare una via d'uscita dignitosa. Come si fa a chiedere a Mario Monti di presentarsi come leader dei moderati a pochi giorni dalla dichiarazione di guerra che lo stesso Berlusconi ha fatto all'ex premier costrigendolo così alle dimissioni? Quale follia guida le azioni dell'uomo di Arcore? Dove vuole andare a parare questo continuo e un po' ossessivo cambiamento di fronte? E' evidente che Silvio Berlusconi in questa circostanza mostra tutta la sua debolezza. Vorrebbe candidarsi ma sa che potrebbe ricevere dall'elettorato il verdetto più severo della sua storia. Per un momento ha pensato anche di lasciare tutto nelle mani di Alfano ma sa che la sua uscita dalla politica nelle prime file non avrebbe comunque alcun lasciapassare giudiziario come lui vorrebbe.

C'è poi il fronte delle alleanze e in particolare quella con la Lega. Anche in quel caso i rapporti di forza sono cambiati: la Lega non è disposta a rischiare di essere trascinata nel baratro da Silvio Berlusconi e dunque Roberto Maroni e i suoi colonnelli gli hanno risposto picche: "Se ti candidi di alleanze non se ne parla". I tempi in cui il grande capo risolveva tutto con una telefonata a Umberto Bossi evidentemente sono finiti. Oggi la Lega non è disposta a una trattativa al ribasso perchè non gli conviene, visto che la torta elettorale si annuncia sempre più piccola. 

Lo stesso vale per l'area cattolica del Pdl e in particolare l'area legata a Formigoni e a Comunione e Liberazione. Le dichiarazioni dell'europarlamentare Pdl, Mario Mauro a favore del ppe e contro Berlusconi, la fronda di Frattini e i silenzi assordanti di Roberto Formigoni, colpito alla schiena da Maroni nella vicenda della Regione Lombardia, dicono una cosa sola: che il Pdl con il tramnoto di Berlusconi ha iniziato a franare da tutte le parti ma, questa è la novità, il fondatore non è più in grado di essere punto di aggregazione. Ecco perchè nei prossimi giorni, da qui alle elezioni, dobbiamo prepararci ad altre follie del cavaliere. Il cadavere è stato riesumato ma non c'è nessuno che possa farlo tornare in vita. 

 Iscriviti alla newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato? Iscriviti alla newsletter de Linkiesta.it .

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

 Seguici su Facebook