Un altro Nordest
14 Dicembre Dic 2012 1135 14 dicembre 2012

Dopo Report. Baita (Mantovani): Basta al project in sanità. E disegna il futuro dell’A4

Riporto l'intervista - a mia firma - pubblicata ieri sera alle 19 sul quotidiano www.ilnordest.eu. Dal project in sanità - dopo l'inchiesta di Report sugli ospedali in Veneto a partire dal Sant'Angelo di Mestre - al futuro dell'A4 Holding che gestisce la Brescia-Padova. Ecco cosa pensa Piergiorgio Baita.

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Piergiorgio Baita è il presidente della Mantovani di proprietà della famiglia Chiarotto. E’ l’uomo del Passante, del Mose, dell’ospedale di Mestre. E’ vicepresidente della Venezia-Padova che ha in pancia la Nogara mare e il Gra di Padova. E proprio con la Venezia-Padova (oggi Serenissima) ha il 6,8% della Brescia-Padova oggi A4Holding. In pratica: il terzo azionista dell’A4, dopo Intesa San Paolo e Astaldi.
Presidente, ha visto la puntata di Report domenica sul Project financing in sanità?
«Certo ma bisognerebbe fare un corso rapido ai giornalisti. C’è una bella differenza tra un mutuo e un project tra capitale di rischio e capitale finanziario».
Però Luca Zaia ha detto basta.
«Beh, lui col project ha costruito il doppio degli ospedali che fece Galan».
Ma il project, in sanità, conviene?
«No. Non è un settore che ha oggi la possibilità di essere bancabile. In un’autostrada la gente o passa o non passa. Ma in un ospedale non si può dire ti curo o non ti curo. Il problema della sanità non è comunque il project».
Su Repubblica lunedì si è dichiarato assolutamente interessato a partecipare alle gare di concessione delle autostrade del Nord. La prossima è l’A4 Holding nel 2013.
«Ho detto che parteciperemo alle gare. Ma che la Brescia-Padova vada a gara nel 2013 non è automatico. E’ probabile ma non automatico».
Cosa significa non «automatico»?
«La concessione scade nel 2026. Nel 2013, il 15 giugno precisamente, ci sarà una verifica sulla concessione. Questa verifica è legata all’approvazione della Valdastico Nord».
Mi sembra però che il Trentino abbia posto il veto sul prolungamento da Piovene Rocchette.
«C’è tempo fino al 2013. Sarebbe come prevedere oggi che tempo farà a Natale del prossimo anno. Diciamo che noi ci stiamo attrezzando a seconda dei possibili scenari e alternative».
Quali?
«Il primo scenario è che il Cipe approvi l’opera con il parere positivo della Provincia di Trento. Potrebbe tuttavia verificarsi il caso che il Cipe l’approvi senza il parere positivo trentino. Potrebbe anche essere che il Trentino dia un parere interlocutorio».
E se non entra nella programmazione Cipe?
«Le parti (Stato e autostrada) possono approvare comunque la convenzione fino al 2026 anche se entro il 15 giugno 2013 non sarà approvata la Valdastico Nord. Si può infatti valutare l’impatto della mancata approvazione sulla convenzione. Ci sono sei mesi di tempo per operare una valutazione di questo tipo. A quel punto, se si vedrà che la valutazione della concessione senza Valdastico sarà monca, si finirà a giugno. Viceversa si potrà continuare con un adeguamento delle tariffe».
Avete chiuso l’acquisto del 4,9% della Bs-Pd in vendita da Milano-Serravalle?
«Abbiamo firmato già l’accordo preliminare andiamo avanti. Si tratta di tempi brevi ormai».
Anche le camere di commercio venete vogliono vendere le loro quote ma nessuno compra. A lei interessano?
«Nessuno ha comprato, vero. Il problema è che bisogna capire se la società è buona e avrà utili, quindi da azionista posso guadagnarci. Oppure si deve avere un disegno industriale. In questo secondo caso si comprano azioni per una prospettiva ma serve anche poter intervenire sulla governance della società».
Il suo disegno qual è?
«Il mio disegno? Il tema oggi è un altro: cosa vuol fare Intesa? Io penso – ma è la mia opinione – che Banca Intesa che ha fatto da grande argine nei momenti di difficoltà non può continuare a fare l’imprenditore. E penso che non potrà per lungo tempo detenere capitale di rischio, né mettere dei soldi in un’autostrada che poi gestiscono altri. Quindi credo che cercherà dei partner industriali. Quindi, quando rettificherà il proprio impegno si affiderà a imprenditori collaterali come oggi sono Gambari o Astaldi».
I tempi?
«Assolutamente entro il 15 giugno 2013. La Banca non può restare azionista di riferimento di un’autostrada che può andare a gara».
E sull’aumento di capitale di A4 holding da 50 milioni da chiudersi il 28 febbraio, quando due soci come Intesa e Astaldi chiedevano giugno per dilazionare l’esborso lei come la vede?
«Io sono per agevolare tutti i soci purché le scelte non aggravino la società. Se un socio ha chiesto più tempo è giusto concederglielo ma io non conosco gli effettivi bisogni della società. Non sono in Consiglio. Io sono un passeggero di questo autobus e non sono l’autista, bisogna capire quanta benzina c’è su questo autobus e se si può arrivare fino alla prossima stazione di rifornimento o a quella successiva».

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