Congiuntura
15 Dicembre Dic 2012 1621 15 dicembre 2012

Anche l’Italia (con tre anni di ritardo) si accorge dell’High-frequency trading

Meglio tardi che mai. A distanza di oltre tre anni dai primi allarmi, anche la Consob, l’organismo italiano di vigilanza finanziaria, si accorge che esistono i sistemi di High-frequency trading (Hft). E, quasi incredibilmente, sono in grado di causare shock sistemici. Dopo il Flash Crash del 6 maggio 2010, tutto il mondo si è reso conto che il trading algoritmico ad altissima frequenza può avere effetti devastanti sulla stabilità finanziaria. Tutto il mondo tranne l’Italia.

L’innovazione finanziaria, lo sviluppo informatico e le nuove risorse in campo fisico hanno permesso ai sistemi Hft di prendere il posto dei sistemi di negoziazione tradizionale a partire dal 1999. Sebbene prototipali, le prime macchine Hft erano ben diverse dai primi terminali Telerate o Quotron. Scambi in millesimi di secondo, architetture costruite ad hoc, inavvicinabile vantaggio competitivo rispetto al mercato normale. Ancora oggi chi ha la possibilità, molto ridotta, di avere abbastanza fondi per acquistare un sistema Hft, può contare su una velocità che gli altri operatori di scordano.

Così tanta velocità nasconde però una debolezza di fondo che tutte le macchine avranno sempre: sono sempre controllate da un uomo. Tanto fallibili quanto prevedibili nei loro errori (e nella loro ostentata ripetizione), gli uomini che programmano, e negoziano, tramite gli Hft, sbagliano spesso. Il problema è, come spiegato in una lunga inchiesta sul tema proprio su queste pagine, un Hft amplifica, aumenta a dismisura, l’effetto “Butterfly”. Un piccolo evento, presumibilmente insignificante per il sistema nel quale avviene, può causare danni imprevedibili in un sistema vicino.

L’effetto “Butterfly” è tipico degli Hft, ma non bisogna demonizzarli. In mercati finanziari sempre più frammentati, segmentati e autarchici, gli Hft e le Dark pool (i sistemi di negoziazione alternativi, in cui gli scambi avvengono sotto forma anonima) garantiscono una finestra di liquidità che riesce a evitare il congelamento completo degli scambi. Per un regolatore, capirlo prima significa evitare di fare errori dopo.  

fabrizio.goria@linkiesta.it

Twitter: @FGoria

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