La democrazia e i suoi derivati
16 Dicembre Dic 2012 1104 16 dicembre 2012

Benigni, Shapiro e la Carta repubblicana: perché non abbiamo bisogno di una nuova Costituzione

La Costituzione italiana è una bambina che deve ancora crescere. Noi dobbiamo accompagnarla, volerle bene, farla fiorire. Certo, si può anche cambiare da qualche parte, ma è bellissima, ancora da cullare. Ha ragione Roberto Benigni, che domani renderà omaggio alla nostra legge fondamentale in una trasmissione su Rai 1 dal titolo significativo: “La più bella del mondo”.

Per rendersi conto della vitalità di questo straordinario testo scritto da uomini tanto lungimiranti tra le macerie lasciate dalla seconda guerra mondiale, si può anche vedere il bel video “Undici” di Shel Shapiro, girato da Marco Risi e pubblicato qualche giorno fa da Repubblica, in cui il cantante recita i primi undici articoli della Carta.

La Costituzione è viva non già perché sia stata attuata in ogni sua norma e rappresenti oggi una realtà giuridica. Tutt’altro. Ancora tante sue parti sono lettera morta.

Essa è viva perché – come emerge molto bene dagli accostamenti tra immagini, suoni e parole del video di Shapiro – ha ancora una formidabile carica rivoluzionaria.

Basterebbe applicare integralmente, una volta per tutte, questa fonte in vigore da quasi 65 anni per cambiare volto al nostro Paese.

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