Costanza Romagnoli
Diario lirico viennese
16 Dicembre Dic 2012 1956 16 dicembre 2012

Il Barbiere di qualità

Vienna 16 dicembre 2012

Buongiorno,

Comincio a scrivere ora: 13 e 10, ma so già che finirò stasera perché ho a disposizione sprazzi di tempo qua e là durante la giornata.

Odio la domenica.

Vi racconto di ieri sera.
Erano le 18 e 10 e dovevo uscire di casa perché avevo appuntamento con Georg alle 18 e 30 davanti all’Opera, o meglio a lato dell’Opera dove ci si mette in coda per i posti in piedi. Un’ora e mezza prima dell’inizio dello spettacolo non è bastata, c’era così tanta gente che eravamo i primi a dover aspettare fuori. Avevo paura che sarebbero rimasti solo posti orrendi. Per fortuna l’attesa al gelo non è stata troppo lunga, dopo poco hanno fatto salire i primi e noi siamo potuti almeno entrare.

Ecco l'Opera, noi siamo entrati dal lato sinistro.

Nessuno dei due aveva mai visto "Il Barbiere di Siviglia", eravamo curiosi, ed io mi pregustavo già sia l’aria di Rosina “Una voce poco fa” sia quella di Don Basilio “La calunnia”. Siamo andati in galleria, sono i miei posti in piedi preferiti, sono quelli più in alto di tutti e proprio per questo i più temuti dai cantanti; la loro voce deve arrivare bella, forte e chiara fino a noi. Alla fine siamo riusciti ad avere dei buoni posti perché la maggior parte dei turisti prende i posti in piedi in platea pensando che siano i migliori, invece lì non c’è spazio neanche per respirare e non essendo posizionati in alto non si vede neanche così bene.

Mancava più di mezz’ora all’inizio dell’opera quindi ho aiutato Georg con la pronuncia di qualche aria in italiano: “core O aperta, amor, O chiusa, Foco aperta ecc ecc”, (gli austriaci e i tedeschi pronunciano le vocali rigorosamente al contrario, mi fanno morire) tutto questo sgranocchiando rondelle di mela secche buonissime. Ovviamente è vietato bere e mangiare all’opera, ma noi l’abbiamo fatto comunque, dovevamo solo stare attenti che il vecchietto severissimo e antipaticissimo che controlla tutto non ci beccasse.

Ore 20, il sipario si apre comincia l’opera.
Il primo atto è divertente, ci sono delle melodie così famose e orecchiabili che d’istinto si canta
insieme a tutti: dalla cavatina “Largo al factotum” di Figaro, alla cavatina di Rosina “Una voce poco fa”, all’aria “La calunnia” di Don Basilio.
Figaro e Don Basilio hanno cantato bene. Il primo ha spinto un po’ alla fine della sua aria, ma nel complesso era un “barbiere di qualità” e il secondo ha cantato un po’ troppo “largo” producendo un tremolo esagerato, ma le voci erano compatte e brillanti e si sentivano bene.
Il tenore invece ha cantato proprio male, con Georg ci siamo guardati come per domandarci cosa ci facesse lì sul palco dell’Opera di Vienna. La voce era brutta, si sentiva che pensava al suono in orizzontale invece che in verticale e proprio per questo raggiungeva gli acuti con fatica e ogni volta sembrava che si sgolasse.
Rosina è piaciuta più a Georg che a me. Il colore della voce andava bene, era una tipica Rosina: mezzosoprano con colorature. Nei toni bassi però teneva la lingua troppo indietro e questo provocava un leggero “Knödel” come lo chiamano qui, (come se avesse uno gnocco in gola).
Chi ci è piaciuta è stata Marcellina (Berta), ha cantato poco, ma bene. La voce era chiara squillante proiettata in avanti senza essere piatta.

Sono le 17 e 31, sono appena tornata da ginnastica. Con la mia coinquilina ci siamo iscritte in palestra dove ci sono dei corsi fantastici: pilates, yoga, ginnastica, gag (gambe addominali glutei), bodywork, insomma non male per mantenersi belle hehehe e in più i corsi sono a tutte le ore del giorno tutti i giorni, anche la domenica.

Torno a ieri, tanto è divertente il primo atto quanto noioso il secondo. Rossini, secondo noi, avrebbe potuto accorciare l’opera di un’ora.
Alle 23 e 30 era finita, per fortuna perché avevo già un leggero mal di schiena. Georg ed io ci siamo incamminati verso Schwarzenbergplatz, poi una volta scoperto che io avrei dovuto aspettare 29 minuti il tram abbiamo deciso di fare una bella passeggiata fino al Rennweg. Georg ha preso la S-Bahn ed io ho camminato fino a casa, mi mancava poco: risalire la Phasangasse.
Con Georg si chiacchiera bene: ovviamente amore, donne e uomini, ma per il resto voce, insegnanti di canto, arie, musica.

Sono le 20 e 55

Devo cercare di andare a letto presto perché domani ho lezione alle 10 e mi devo svegliare almeno 3 ore prima se no non mi funziona la voce.

Buonanotte.

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